Diritto allo studio
“I risultati più importanti sono quelli dei ragazzi che hanno ottenuto anche grandi successi di studio all’estero come un giovane che ha fatto la scuola qua, poi è andato a studiare in America ed oggi è uno dei nostri migliori ricercatori, ma i grandi successi sono stati anche quelli di ragazzi che hanno trovato nella scuola il coraggio e la forza di affrontare meglio il loro percorso di malattia”. A stilare il bilancio della scuola attiva da 42 anni all’interno dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma è la presidente del nosocomio di proprietà della Santa Sede, Mariella Enoc, intervenuta oggi all’inaugurazione dell’anno scolastico 2017–18, alla presenza del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. “La possibilità di continuare il percorso scolastico anche quando si è ricoverati – ha spiegato Enoc – è parte integrante della cura dei bambini: la presenza della scuola in ospedale rafforza e motiva la volontà di guarigione e consente ai giovani pazienti di non aggiungere al disagio della malattia quello di un ritardo nella formazione culturale e della perdita di contatto con i coetanei. La scuola in ospedale vuole insomma rendere il più possibile normale la vita dei nostri ragazzi”. In collaborazione con l’Istituto comprensivo Virgilio di Roma, il Bambino Gesù ha avviato anche un percorso di alfabetizzazione per pazienti stranieri “che ormai provengono da tutti i Paesi del mondo”, nel quale, ha detto la presidente, “possono essere inseriti anche i genitori o gli adulti che li accompagnano”. Il nosocomio, ha aggiunto, è anche un ospedale accademico: “Nel 2015 ha infatti ottenuto il riconoscimento di ‘Academic Medical Center’ dal principale ente di accreditamento a livello internazionale in ambito sanitario, la Joint Commission International, per l’articolata attività di formazione medica e clinica svolta. In convenzione con 12 università italiane, al Bambino Gesù afferiscono 25 diverse scuole di specializzazione”.