Criminalità

Arresti per usura: mons. D’Urso (Consulta antiusura), “da istituzioni posizioni blande e superficiali contro i reati. Ora traducano in interventi concreti le promesse”

“I recenti arresti per usura eseguiti a Bari rappresentano la classica fattispecie di commistione tra il malaffare e i luoghi in cui dovrebbe regnare maggiore trasparenza e fiducia che siamo abituati a leggere nella cronaca giornalistica quotidiana, in cui i protagonisti sono sempre gli stessi: da una parte i furbetti del quartiere, non controllati durante le ore di lavoro retribuito, cinici e protetti dalla criminalità organizzata, che riescono a farla franca perché assistiti nei processi dai migliori e più quotati avvocati; dall’altra la povera gente, maltrattata e sfruttata economicamente e nella sua dignità nei momenti in cui ha più bisogno di solidarietà, come la malattia”. Lo ha dichiara il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso all’indomani delle 23 misure cautelari personali per usura, estorsione, falsità ideologica e truffa aggravata eseguite dai Carabinieri tra Bari, Modugno e Santeramo in Colle. “Le vittime di usura in questione hanno atteso tra paure, minacce e ritorsioni, due anni di indagini per ricevere giustizia e molte di queste in quanto persone fisiche, non operatori commerciali, non potranno accedere al Fondo di solidarietà per le vittime di usura”, aggiunge il coordinatore del cartello “Insieme contro l’azzardo”, Attilio Simeone. “È una stortura costituzionale che presenta la legge 108/96 – prosegue – che abbiamo fatto presente in tutte le sedi istituzionali in tante occasioni, supportata dal parere di 20 costituzionalisti”. Secondo D’Urso, “le istituzioni hanno preso posizioni molto blande e superficiali contro questi reati antichi quanto l’uomo”. “L’usurato – spiega il presidente – dopo la denuncia è un uomo solo e povero, che non ha prospettive di lavoro e di una vita sociale”. “Per alcuni – precisa D’Urso – ci vogliono anni prima di riprendersi la propria vita. Per altri non basta una vita”. “Il mio auspicio è che istituzioni locali, Comuni, a cominciare da quello di Bari, e Regioni traducano in interventi concreti le promesse elargite nelle tavole rotonde”, ha affermato D’Urso. “Gli organi istituzionali – ammonisce Simeone – mettano subito mano alla legge 108/96, che oltre a nascere con una grave incostituzionalità presenta delle anomalie e lacune normative che rallentano e rendono farraginosi le procedure di sostegno economico alle vittime di usura”.