G7 Agricoltura

Povertà: mons. Galantino, “nel mondo diseguaglianze ingiustificabili, 38 milioni di persone faticano a sfamarsi”

Nel mondo “ci sono milioni di persone che soffrono la fame e, ahimè per la prima volta dopo un decennio, sembra che questa quota sia in crescita da 777 milioni a 815. Pensate! 38 milioni di esseri umani che fanno fatica a sfamarsi. Un nuovo Paese di derelitti delle dimensioni del Canada, nato da un anno all’altro”. È quanto ha denunciato questa mattina il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo a Bergamo alla conferenza “Obiettivo fame zero. Save the date” organizzata in occasione del G7 dell’agricoltura. Secondo Galantino, “i Paesi dei G7 – e aggiungerei la Cina che qui non compare, ma che fu tra le prime a beneficiare dello sviluppo agricolo – hanno il grande merito di aver saputo mettere a frutto condizioni climatiche, ambientali e geografiche favorevoli, di averne tratto vantaggio e di averle accompagnate con tutta una serie di conquiste economiche, culturali e spirituali”. “Ciò non basta però a giustificare le fortissime ‘diseguaglianze’ presenti in una parte non trascurabile del nostro pianeta”, ha ammonito il segretario della Cei, ricordando che “la Fao a riguardo è perentoria: alla base di questa accelerazione ci sono i cambiamenti climatici che si sono fatti sentire con particolare violenza in certi paesi, ci sono alcune condizioni di guerra endemica, ci sono situazioni legate alle esportazioni drasticamente ridotte per alcune nazioni e al conseguente impatto sulla ricchezza disponibile”. Così “ad essere colpite in prima battuta sono state le comunità rurali”.