Media
“È solo l’inizio…” è il motto del secondo Katholische Medienkongress, il congresso dei mezzi di comunicazione cattolici tedeschi, in corso a Bonn, che si concluderà questa sera. Il congresso, organizzato dalla Katholisches Medienhaus, l’organizzazione che dal 2011 riunisce molte aziende indipendenti cattoliche di comunicazione della Germania, si occupa delle sfide del mondo digitale e di quali debbano essere i percorsi per meglio accettarne la sfida da parte del mondo cattolico. Più di 350 giornalisti, esperti di media e rappresentanti della chiesa discutono, tra l’altro, la politica di rete, i diritti di partecipazione e il cambiamento dei media, nonché gli effetti di questo cambiamento sulla chiesa. Molti i partecipanti di spicco tra i quali il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), il cardinale Reinhard Marx. Il vescovo di Rottenburg-Stoccarda, mons. Gebhard Fürst, responsabile della pastorale dei mezzi di comunicazione della Dbk, ha chiesto un “dibattito franco sulle conseguenze del cambiamento digitale”. Nel processo, ha puntualizzato Fürst, la Chiesa non dovrebbe lasciare la “sovranità interpretativa sugli sviluppi digitali” ad altri gruppi: bensì “è necessario diventare i più competenti possibile”. Considerando la necessità del confronto, il vescovo ha peraltro sottolineato il dovere di analizzare “aspetti che richiedono la nostra crescente attenzione” quali la raccolta dei dati sensibili da parte di banche digitali, e i fenomeni di “odio e brutalità” nella comunicazione in rete.