XII Rapporto

Italiani all’estero: Licata (curatrice), “pari agli immigrati residenti in Italia”. Tema nuovo la “genitorialità a distanza”

Rispetto al 2006, anno della prima edizione del Rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, “siamo di fronte ad un’Italia completamente diversa, nella quale l’immigrazione è necessaria anche per la sola sopravvivenza della nostra nazione, segnata ancora da arrivi e partenze e nella quale quasi cinque milioni di italiani vanno all’estero e vi sono circa cinque milioni di immigrati residenti”. Lo ha detto Delfina Licata, curatrice del Rapporto 2017, intervenuta alla presentazione, oggi a Roma, della ricerca. Dopo la proiezione del video sul rapporto realizzato da Tv2000 e illustrato dal direttore di Tv2000 Paolo Ruffini, Licata ha esortato, facendo sue le parole del Papa, “a non dimenticare ciò che siamo e ciò che siamo stati. Memoria non significa essere nostalgici ma lanciarsi con fedeltà creativa nella costruzione di tempi nuovi”. Un tema del tutto nuovo affrontato dal Rapporto è quello della “genitorialità a distanza”. “Famiglie divise dalla mobilità – spiega – che vedono partire i propri figli con l’idea di poter migliorare le proprie opportunità di lavoro in patria, ma che spesso decidono di stabilirsi definitivamente all’estero diventando ‘figli a distanza’”. In alcuni casi (il 5,2% del totale) i genitori – ormai oltre la soglia dei 65 anni – diventano “accompagnatori e sostenitori” del progetto migratorio dei figli. “Pietre d’inciampo”: così Licata definisce alcune criticità che riguardano gli italiani all’estero. Tra queste il loro coinvolgimento in crisi internazionali o attentati, gli italiani detenuti in carcere, i clandestini e “irregolari”, ad esempio quelli residenti illegalmente in Australia.