Giovani
“I giovani sono parte viva della Chiesa – la prossima Assemblea del Sinodo dei Vescovi li coinvolge direttamente – e possono comunicare ai coetanei la loro testimonianza: giovani apostoli dei giovani, come scrisse il beato Paolo VI nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi”. Nell’incontro con il clero, il Papa ha lanciato ieri da Cesena un forte messaggio di fiducia nelle giovani generazioni: “La Chiesa – ha detto – conta molto su di loro ed è consapevole delle loro grandi risorse, della loro attitudine al bene, al bello, alla libertà autentica e alla giustizia”. “Hanno bisogno di essere aiutati a scoprire i doni di cui il Signore li ha dotati, incoraggiati a non temere dinanzi alle grandi sfide del momento presente”, ha proseguito Francesco, incoraggiando la folla che stipava la cattedrale “a incontrarli, ad ascoltarli, a camminare con loro, perché possano incontrare Cristo e il suo liberante messaggio di amore. Nel Vangelo e nella coerente testimonianza della Chiesa i giovani possono trovare quella prospettiva di vita che li aiuti a superare i condizionamenti di una cultura soggettivistica che esalta l’io fino a idolatrarlo, e li apra invece a propositi e progetti di solidarietà”. “Per spingere i giovani, c’è bisogno oggi di ripristinare il dialogo tra i giovani e gli anziani, i giovani e i nonni”, ha ripetuto il Papa: “Si capisce che gli anziani vanno in pensione, ma la loro vocazione non va in pensione, e loro devono dare a tutti noi, specialmente ai giovani, la saggezza della vita. Dobbiamo imparare a far sì che i giovani colloquino con gli anziani, che vadano da loro. Questo dialogo farà miracoli”. E ai giovani il Papa si è rivolto anche all’uscita dalla cattedrale, salutando a braccio la folla che è rimasta pazientemente ad aspettarlo: “Cosa devono fare i giovani? Parlare con gli anziani”, ha ripetuto loro: “Così diventerete rivoluzionari”.