Ordinazione episcopale

Diocesi: mons. Mana (Biella) al neo vescovo Sacchi, “tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio”

Mons. Gabriele Mana nel corso dell'ordinazione episcopale di mons. Gianni Sacchi (Foto: Redazione)

“Carissimo don Gianni, si realizza qui e ora nella tua vita ciò che noi desideriamo trovare in te. Tu puoi, tu devi donare Gesù Cristo. E ciò è molto più grande del vescovo stesso, fosse pure un santo o un genio. E ti auguriamo che, prima di essere questo o quello, tu sia di Gesù Cristo, cosicché tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio, come una realtà evidente, come prova di un Dio possibile e necessario”. Così il vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, si è rivolto a mons. Gianni Sacchi, vescovo eletto di Casale Monferrato, nel corso della celebrazione eucaristica nella quale questa mattina gli ha conferito, nella Cattedrale di Biella, l’ordinazione episcopale. All’inizio della sua omelia, Mana si è rivolto anche ai monferrini presenti, “venuti qui per essere testimoni dell’evento sorgivo del vescovo Gianni, che vi viene consegnato in dono dal Signore come vostro pastore”. “Dobbiamo chiedere al Signore che il nostro diario di viaggio – ha proseguito commentando la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus – ci insegni a sincronizzare i nostri passi con quelli che sono con noi, ci insegni a portare i bagagli gli uni degli altri, a fare nostra la fatica di tutti, a sorridere quando i piedi ci fanno male, a sorridere davvero per non essere ingrati”. “Nei riti di consacrazione del vescovo – ha aggiunto – la Chiesa mette in piena luce la debolezza originaria dell’uomo, nella sublime grandezza del compito che sta per conferirgli”. E rivolgendosi ancora a mons. Sacchi, ha assicurato che “noi tutti desideriamo che tu creda alla gioia, che non è solo una prova di ottimismo. La gioia cristiana, quella che Gesù chiama la ‘mia gioia’, quella che Lui vuole piena, ti faccia compagnia”. E, facendo riferimento alla devozione popolare verso Maria – venerata nel santuario biellese di Oropa e in quello monferrino di Crea – Mana ha osservato che “si passa da un abbraccio materno all’altro, con soluzione di continuità”. “Ti assicuriamo anche il nostro abbraccio, sostanziato di preghiera e gratitudine”, ha concluso.