Congresso Gregoriana
Vittime di “un continuo cyberbullismo” tanto da arrivare a suicidarsi. Bambini rapiti e assassinati da un pedofilo. Adolescenti caduti nella seduzione online del cosiddetto Stato islamico, partiti per la Siria per combattere e morti laggiù. E poi c’è la iGeneration” (generazione digitale), che “dorme meno, esce meno, si incontra meno e manifesta ritardo nei comportamenti che per decenni hanno segnato la transizione all’età adulta”. “La società non può far finta di non vedere. Questo deve finire. Dobbiamo capire che ciò che sta avvenendo in questo momento va oltre tutto ciò che abbiamo conosciuto finora”. Più che un discorso è un vero e proprio grido di allarme quello lanciato dalla baronessa Joanna Shields, fondatrice di WeProtect, intervenendo questo pomeriggio alla Gregoriana all’apertura del congresso internazionale “Child Dignity in the Digital World” (La dignità del minore nel mondo digitale). “Quando la storia scriverà il capitolo intitolato ‘il mondo digitale’, celebrerà i grandi benefici che la tecnologia ha consegnato e il grande progresso umano che è seguito? O sarà un requiem di rimpianto per l’infanzia perduta? Non è questo il momento per disperarsi. Abbiamo la grande opportunità per modellare il futuro e dobbiamo agire. Ogni vita giovane danneggiata a causa della rivoluzione digitale è una tragedia ma quando queste vite vengono prese insieme, è il nostro fallimento collettivo”.