Ecumenismo
“È con gioia che commemoriamo oggi il 500° anniversario delle tesi di Lutero, dopo mesi di celebrazioni che hanno consentito di rendere più visibile e far conoscere meglio la realtà del luteranesimo nel nostro Paese e il ruolo della Celi nella nostra società. Ma questa gioia è resa ancora più grande dall’annuncio della dichiarazione congiunta con la Chiesa cattolica romana. La passione ecumenica, alla fine, è passione per il Vangelo di Gesù Cristo, per la sua Chiesa, per le donne e gli uomini di oggi”. Lo afferma il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi), che sottoscrive con mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, una Dichiarazione comune diffusa oggi in occasione del 500° anniversario dell’inizio della riforma di Lutero. Nel comunicato della Celi che accompagna il testo si legge che “la dichiarazione odierna è frutto di un lungo percorso all’insegna del crescente spirito ecumenico che, negli ultimi dodici mesi, ha avuto un’ulteriore accelerazione con la partecipazione di Papa Francesco all’apertura mondiale dell’anno di celebrazioni del 500°, organizzata a Lund (Svezia) dalla Federazione luterana mondiale. Tale evento ha destato pure in Italia un grande interesse verso la Riforma protestante e determinato un impulso davvero unico al dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica-romana, dopo secoli di rapporti difficili e talvolta drammatici”. La Celi ricorda anche che nel nostro Paese, prima della dichiarazione odierna, l’apice di tale dialogo è stato raggiunto poche settimane fa a Trento, in occasione del convegno luterano-cattolico sull’eredità di Martin Lutero, con il gesto simbolico di riconciliazione compiuto dall’arcivescovo cattolico di Trento, mons. Lauro Tisi, e dal vescovo luterano di Schaumburg-Lippe in Bückeburg, dr. Karl-Hinrik Manzke: la lavanda reciproca dei piedi durante una preghiera comune in cattedrale. E proprio al termine del convegno di Trento è nata l’idea del documento odierno. Ma tantissimi sono stati anche gli incontri ecumenici a livello locale nel corso dei mesi passati. “La dichiarazione – osserva il pastore Bludau – non riguarda soltanto cattolici e luterani, poiché il cammino di reciproca conoscenza, accoglienza, collaborazione e testimonianza dell’Evangelo è di tutti i cristiani. L’insegnamento più grande che ci lascia l’anno del 500° è proprio quello di non smarrire mai lo sguardo responsabile verso gli altri e il mondo in cui viviamo, impegnandoci ancor di più in ambito diaconale, ecumenico e del dialogo interreligioso”.