Convegno internazionale
“Non lasciare morire soli i nostri sacerdoti: teniamoli per mano e preghiamo con loro, è un grande gesto di carità e fraternità sacerdotale”. È l’invito di mons. Marco Brunetti, vescovo di Alba, pronunciato durante il convegno internazionale di due giorni intitolato “Dolore e sofferenza: interpretazioni, senso e cure”, inaugurato ieri al Camillianum di Roma. Ricordando la sua esperienza di direttore di una grande Casa del Clero nell’arcidiocesi di Torino, il presule ha parlato del suo rapporto con i sacerdoti anziani, evidenziando che l’ultima fase della loro vita terrena è il tempo della compieta. “La struttura di questa preghiera – ha spiegato – prevede all’inizio un esame di coscienza che ci porta a chiedere perdono a Dio delle nostre mancanze e infedeltà, poi seguono alcuni salmi che ci aiutano a rendere grazie a Dio, infine una breve lettura della Bibbia dalla quale dobbiamo sentirci illuminati e guidati”. Così lo schema di questa preghiera è, per mons. Brunetti, lo “schema degli ultimi anni di vita dei sacerdoti, chiamati a un esame di coscienza e a rendere grazie”. “Quante Bibbie consumate ho visto in tante camere di anziani sacerdoti – ha ricordato il vescovo -, Bibbie che portano i segni di una vita vissuta come le rughe del sacerdote che le possiede. Quelle parole, ‘ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace’, stanno a indicare la sintesi di una vita cristiana e sacerdotale”.