Patroni
“Custodire significa preghiera, passione, interesse, servizio, intelligenza, perché la città abbia sempre al centro l’uomo, non sia una piazza anonima di tante solitudini ma un luogo largo, accogliente, di incontro, non di scontro, di crescita e di amore per il valore che è ogni uomo, di parole e cultura, non di strilli o ‘urla dirette allo stomaco’”. Lo ha detto, stasera mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nella Messa per la solennità di San Petronio, patrono della città e della diocesi. Il presule ha ricordato, poi, la recente visita di Papa Francesco: “Non si è risparmiato! Lo ringraziamo per l’energia spesa per avvicinare tutti, per mostrare a ciascuno il segno della vicinanza e per gettare con larghezza il seme della Parola di Dio”. Per l’arcivescovo, è stata “una festa di Chiesa e della Città degli uomini”. Nella Chiesa, ha sottolineato, “gli altri sono tutti nostri! Non esiste il noi e il loro. I poveri hanno fin da subito lo ius di fratelli più piccoli, ci ricordano che dobbiamo essere fratelli tra di noi. La sfida di farli diventare ‘nostri’ si vince solo con l’amore, come Gesù chiede a tutti. Era la folla di profughi cui il Papa ha donato uno ad uno il pane di un gesto di riguardo e di attenzione. Uno ad uno. Smettevano così di essere un numero e diventavano, nei loro grandi sorrisi, una persona”. Ricordando il pranzo nella basilica di San Petronio, mons. Zuppi ha precisato: “Solo condividendo saremo sazi. La comunione è sempre circolare. La casa del Signore torna a essere quella di sempre, ma portiamo nel cuore questa immagine che ci ricorda che tutti coloro che sono nutriti da Gesù sono il ‘voi’ che deve apparecchiare tante mense di amore”.