XIV Rapporto
Nel panorama del consumo mediatico degli italiani, la grande novità dell’ultimo anno è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio. Lo rivela il 14° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, promosso da Facebook, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre, presentato questa mattina a Roma da Massimiliano Valerii, direttore generale Censis. La tv tradizionale (digitale terrestre), afferma il documento, cede qualche telespettatore, confermando però un seguito elevatissimo (il 92,2% di utenza complessiva, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2016). La tv satellitare raggiunge quasi la metà degli italiani. Cresce la tv via internet: web tv e smart tv raggiungono il 26,8% di utenza (+2,4% in un anno). Ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall’11,2% al 22,1%. La radio tradizionale, invece, scende al 59,1% di ascoltatori. La flessione è compensata però dall’ascolto delle trasmissioni radio via internet attraverso il pc. L’autoradio rimane lo strumento preferito dagli italiani per ascoltare le trasmissioni che vanno in onda in diretta (utenza al 70,2%). Complessivamente, la radio si conferma ancora ai vertici delle preferenze degli italiani, con una utenza complessiva dell’82,6%. La grande novità dell’ultimo anno è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio, come ad esempio Netflix o Spotify. Oggi l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. Il dato è più elevato tra le persone più istruite, diplomate e laureate e praticamente raddoppia tra i più giovani: il 20,6% degli under 30 si connette ai servizi video e il 22,6% a quelli audio. “È lo stesso concetto di internet che comincia a modificarsi – si legge nel rapporto -: la rete diventa il veicolo di diffusione di contenuti che, pur viaggiando da un centro alla periferia, posso essere fruiti dagli utenti come e quando vogliono, influenzando l’immaginario collettivo degli italiani”.