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Questione catalana: dibattito a Strasburgo. Pittella, no a secessione e violenza. “Si può essere catalani, spagnoli ed europei allo stesso tempo”

Strasburgo: il leader dei Socialisti e democratici, Gianni Pittella (foto SIR/Parlamento europeo)

“Questa è l’ora dell’unità, non delle divisioni, del dialogo e della prudenza, non delle scelte avventate. E ai catalani dico: fermatevi!”. Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti e democratici all’Europarlamento, lancia da Strasburgo un appello affinché “non si faccia il passo verso il baratro” della secessione. “Bisogna tornare al dialogo – aggiunge Pittella – come ha chiesto il vicepresidente della Commissione Timmermans”. Secondo l’eurodeputato la dichiarazione unilaterale di indipendenza sarebbe un “grave errore” dopo “l’illegale referendum di domenica”. Per Pittella, invece, “si può essere catalani, spagnoli ed europei allo stesso tempo”. Quindi non manca una denuncia delle violenze di domenica contro i cittadini: “La gestione di questa crisi doveva essere diversa”. Infine: le richieste della Catalogna vanno prese in considerazione “ma nel rispetto delle leggi e della Costituzione spagnola”. Critico con Rajoy, e più ancora con la Commissione, l’eurodeputato polacco Antoni Legutko, dei Conservatori: “C’è stata una spaventosa gestione della crisi, con violenze contro cittadini inermi. Occorre considerare le richieste di autonomia dei cittadini della Catalogna”. Per Guy Verhofstadt, capogruppo dei Liberali, che si scaglia contro tutti i nazionalismi, “è il tempo della democrazia, della politica, del dialogo”. Aggiunge: “La secessione non è nell’interesse dei cittadini catalani, che in maggioranza sono contrari” all’indipendenza da Madrid.