Riepilogo
Spagna: Re Felipe richiama l’unità nazionale e condanna l’azione separatista delle Generalitat di Barcellona
Due giorni dopo il discusso referendum in Catalogna, e con le piazze di Barcellona e Tarragona inondate di manifestanti, finalmente Re Felipe VI di Spagna, capo dello Stato, ha tenuto un discorso in cui, sostanzialmente, ha condannato i moti separatisti, richiamando il valore dell’unità nazionale. L’operato del governo della Generalitat, che sta conducendo la battaglia indipendentista, è definito dal Re “profondamente disonesto”. “Tutti siamo stati testimoni di quanto accaduto in Catalogna con la pretesa ultima della Generalitat che venga dichiarata illegalmente l’indipendenza della Catalogna. Hanno voluto spezzare l’unità della Spagna – ha affermato ieri sera Felipe in un discorso trasmesso dalle televisioni – e la sovranità nazionale, che è il diritto di tutti gli spagnoli a decidere democraticamente la vita in comune”. Quindi “è responsabilità dei legittimi poteri dello Stato assicurare l’ordine costituzionale e il normale funzionamento delle istituzioni, il rispetto dello stato di diritto e l’autogoverno della Catalogna”. Il Re ha dunque sottoscritto l’azione del governo Rajoy, senza peraltro dedicare un pensiero alle richieste catalane o ai feriti negli incidenti di domenica. Quindi ha aggiunto: “Voglio dire ai catalani che sono preoccupati per il comportamento delle autorità della Catalogna che non siete soli, avete la solidarietà di tutti gli spagnoli per difendere i vostri diritti”. Duro il commento del sindaco di Barcellona, Ada Colau, che ha definito il discorso del Re “irresponsabile e indegno di un capo di Stato”, “senza alcun appello al dialogo”. Dal canto suo il presidente catalano Carles Puigdemont ricorda che l’indipendenza sarà firmata nei prossimi giorni, benché lasci aperto uno spiraglio per il confronto politico con Madrid: “Non vogliamo una frattura traumatica con la Spagna ma piuttosto una separazione concordata”. Oggi pomeriggio a Strasburgo, nel corso della plenaria del Parlamento europeo, si terrà un confronto tra le istituzioni Ue sulla situazione catalana.
Arabia Saudita: eseguita la centesima condanna a morte nel 2017. Amnesty chiede la moratoria
L’Arabia Saudita ha eseguito ieri l’ennesima sentenza capitale a carico di un cittadino reo di omicidio, portando così a 100 il numero totale delle persone giustiziate dall’inizio dell’anno. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Spa. In una nota, l’ong Amnesty International condanna la “frenesia nelle esecuzioni del governo dell’Arabia Saudita”. Dall’inizio di luglio si rileva “una media di cinque persone messe a morte ogni settimana”. La centesima condanna a morte è avvenuta nel contesto di una annunciata serie di riforme, fra cui quella che concede alle donne il permesso di guidare. “Se le autorità saudite – sottolinea Lynn Maalouf, direttrice Amnesty international per il Medio oriente, in una dichiarazione riportata da Asianews – desiderano in modo sincero promuovere riforme, esse devono stabilire immediatamente una moratoria sulle esecuzioni, primo passo in direzione dell’abolizione totale della pena di morte”. Nel 2016 Riyadh ha giustiziato 153 persone. Dopo Cina e Iran, il regno saudita è uno dei Paesi al mondo in cui vi è maggiore ricorso alla pena capitale.
Italia: manovra finanziaria sfiora i 20 miliardi. Tagli, investimenti, lotta alla povertà. Maretta nella maggioranza
La manovra finanziaria predisposta dal ministro Pier Carlo Padoan ammonta a 19,6 miliardi. Il governo ha illustrato ieri i contorni delle misure economiche e fiscali, ma nel frattempo la maggioranza si divide. Comunque il Def prevede una riduzione del deficit, 3,5 miliardi di tagli (spending rewiew), 5 miliardi di ritorno mediante la lotta all’evasione. Oltre 15 miliardi serviranno per evitare aumenti Iva. Nel capitolo Competitività e innovazione sono allocati 338 milioni nel 2018; la cifra sale a 2,1 miliardi aggiungendo gli incentivi per le imprese. Altri interventi per welfare, lavoro giovanile, lotta alla povertà e salute.
Mafia: operazione contro il clan Rinzivillo fra le Procure di Roma, Caltanissetta e Colonia. Arresti in Italia e Germania.
Una maxi operazione contro il clan mafioso Rinzivillo è in corso in Italia e Germania. Uomini della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Carabinieri stanno eseguendo – secondo quanto riferisce l’Ansa – 37 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti presunti appartenenti al clan egemone a Gela. Gli arresti sono scattati in Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna in Italia, e in Germania. Sequestrati anche beni e società per 11 milioni. L’indagine delle Dda di Roma e Caltanissetta è stata coordinata dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e ha visto la partecipazione della Polizia criminale tedesca che, a Colonia, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. 35 i provvedimenti eseguiti in Italia.
I dettagli dell’operazione saranno resi noti in giornata.
Iraq: morto l’ex presidente Jalal Talabani. Aveva fondato l’Unione nazionale del Kurdistan
È morto ieri a Berlino, Jalal Talabani, ex presidente iracheno in carica dal 2005 al 2014. Il primo presidente curdo aveva 84 anni. Il fondatore del partito dell’Unione nazionale del Kurdistan (Puk) era in coma da tempo in seguito ad un ictus. Da un mese era ritornato in Germania per dei controlli. Entrato in politica da giovanissimo, è stato per decenni una delle figure di primo piano della politica curda. La sua carriera era iniziata nel Partito democratico curdo (Pdk), oggi guidato da Masud Barzani che ha fortemente voluto il referendum del 25 settembre sull’indipendenza del Kurdistan iracheno. Con la scomparsa di Talabani si apre un vuoto nella leadership del Puk, decisivo per gli equilibri in Kurdistan in una fase difficile di trattative con l’Iraq per arrivare alla pretesa indipendenza.