Anniversari
Gli studi di bioetica sono necessari ancor più nella società attuale alle prese con questioni complesse. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha parlato in occasione del convegno “La bioetica nella formazione in ambito sanitario”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per celebrare i 25 anni dell’Istituto di bioetica. “Di fronte alla complessità e al frantumarsi dei riferimenti fondativi fino al diffondersi, e purtroppo affermarsi, di visioni puramente pragmatiche e sostanzialmente relativistiche – ha detto -, si rende necessario un ancor più accurato e incisivo impianto etico che sappia contrastare le derive ideologiche e far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità dell’essere umano”. “Il cambio del nome – ha commentato mons. Giuliodori -, con l’aggiunta di ‘Medical Humanities’ non rappresenta pertanto un cedimento ad approcci meno vincolanti e solidi, indica piuttosto l’esigenza di coniugare sempre più i fondamenti tradizionali dell’etica personalistica e cristiana con le nuove frontiere del pensiero e con gli umanesimi, o presunti tali, del nostro tempo. Ci sollecita in questa direzione anche il richiamo che Papa Francesco ha fatto domenica scorsa a Bologna parlando al mondo accademico: ‘Contro una pseudocultura che riduce l’uomo a scarto, la ricerca a interesse e la scienza a tecnica, affermiamo insieme una cultura a misura d’uomo, una ricerca che riconosce i meriti e premia i sacrifici, una tecnica che non si piega a scopi mercantili, uno sviluppo dove non tutto quello che è comodo è lecito'”. Per tutto questo, ha concluso mons. Giuliodori, “si è sempre speso l’Istituto di Bioetica e oggi non possiamo che formulare l’incoraggiamento a continuare con rinnovato slancio e con la collaborazione di tutte le componenti dell’Ateneo la sua preziosa missione di ricerca, formazione e consulenza clinica, in ambiti che i rapidi sviluppi scientifici e tecnologici rendono non meno importante ma ancor più necessaria e urgente”.