"Share the Journey"
“Il nostro silenzio di questa sera sia un silenzio abitato e forse più eloquente di ogni parola. Faccia risuonare dentro di noi il dolore pacato, la vergogna sincera, l’indignazione mite, il sussulto della coscienza, la commozione intensa, il desiderio intenso di un mondo nuovo, la domanda accorata di dignità per tutti, la volontà di dare un volto più umano a questo mondo. E per chi è credente ospiti la preghiera che chiede la forza di cambiare: perché io cambi, perché noi cambiamo”. Lo ha detto, ieri sera, il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, durante la veglia di preghiera “Ascoltiamo il silenzio” per i migranti morti lungo il cammino, che si è svolta alla Casa della carità ed è stata promossa dalla Caritas diocesana. “Vorrei che il nostro silenzio – ha aggiunto -, che dice anche la nostra impotenza, il nostro smarrimento, la nostra desolazione, fosse riempito da una specie di tenerezza verso quei morti che cercavano la vita: quasi una carezza, sia pur a distanza di tempo e di spazio, sul loro volto morente, disperato, sui loro occhi che cercavano la riva dell’approdo, sulle loro mani protese verso una mano soccorritrice che non c’era o che non ce l’ha fatta. Il Signore, che ama soprattutto gli ultimi dell’umanità, doni a loro la vera pace e il vero bene, a noi un autentico e limpido desiderio e impegno di giustizia e di solidarietà”.
Al termine della veglia i presenti hanno posato per una foto con le braccia aperte, aderendo così alla campagna “Share the Journey” (Condividiamo il viaggio), promossa da Caritas Internationalis e lanciata da Papa Francesco.