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Stati Uniti: card. DiNardo e mons. Lori, la legge sull’obiezione di coscienza è “un ritorno al buon senso”

(da New York) “Un ritorno al buon senso e ad una pacifica convivenza tra Chiesa e Stato”, così si sono espressi il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, e l’arcivescovo Lori, a capo della commissione sulla libertà religiosa, commentando la decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi alla persona di esimere “le organizzazioni gestite da cattolici o con una mission profondamente etica” di fornire copertura assicurativa per sterilizzazione, contraccezione e farmaci o dispositivi che possono causare aborti. La nuova norma, approvata ad interim, mette tra parentesi una disposizione contenuta nell’Affordable Care Act, il sistema assicurativo per la salute (noto come Obamacare), che obbligava i datori di lavoro, eccetto le Chiese, alla copertura assicurativa totale per i sistemi di contraccezione usati dalle loro dipendenti: una pratica ampiamente contestata dagli enti, dalle agenzie, dai servizi sociali a motivazione religiosa che hanno aperto un contenzioso con la Corte suprema, pur di esercitare il diritto all’obiezione di coscienza. I vescovi e in particolare l’ordine delle Piccole sorelle dei poveri hanno da sempre sostenuto che la norma era una minaccia alla libertà religiosa perché non consentiva di esercitare l’obiezione di coscienza. “I nuovi regolamenti- secondo DiNardo e Lori – sono una buona notizia per tutti gli americani poiché un ordine governativo che costringe le persone a fare una scelta impossibile tra l’obbedire alle loro coscienze e alla chiamata a servire i poveri è nocivo non solo per i cattolici ma per il bene comune. Un diritto fondamentale come la libertà religiosa è per tutti, e quando è minacciato per alcuni, è minacciato per tutti”. Secondo i funzionari del Dipartimento della salute il nuovo sistema di regole non avrebbe alcun impatto sul “99,9% delle donne” statunitensi. Si è calcolato infatti che solo 120.000 donne sarebbero colpite dal provvedimento e cioè quelle che lavorano presso circa 200 enti che hanno intentato oltre 50 azioni giudiziarie per opporsi alla copertura assicurativa di sistemi che esercitano un controllo delle nascite. Di diverso parere è il National Law Center femminile che sottolinea un risparmio circa 1,4 miliardi di dollari sulle pillole per la nascita solo nel 2013 per oltre 55 milioni di donne statunitensi che hanno utilizzato la contraccezione non solo per controllare le nascite ma per cure ormonali specifiche. La decisione potrebbe aprire la strada a centinaia di datori di lavoro che potrebbero rifiutare la copertura in base a convinzioni morali, non religiose. Il 9 settembre scorso inoltre 33 organizzazioni cattoliche avevano scritto al Congresso una lettera in cui chiedevano di esaminare una legge sull’obiezione di coscienza proprio sui temi abortivi.