Quirinale

Cavalieri del lavoro: Mattarella, “ripresa non basta, occorre colmare squilibri”

“Premiare le eccellenze vuol dire soprattutto guardare al futuro, a talenti che hanno aperto nuove strade, continuano a percorrerle e offrono maggiori opportunità all’intera comunità nazionale”. Lo ha detto, oggi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “al Merito del Lavoro”. “Abbiamo grande bisogno – come persone e come società – di pensare al domani. I mutamenti procedono a ritmo sempre più veloce e le innovazioni vanno promosse e guidate, con processi basati sulla capacità di visione”.
Per Mattarella, “la nostra unità civile”, che inizia dalla “solidarietà tra le generazioni”, “rappresenta una risorsa essenziale per il presente e per l’avvenire: a questa unità i giovani devono poter accedere e contribuire con la loro libertà e con il loro talento. Non dobbiamo mai smettere di chiederci cosa possiamo fare di più per aprire le porte ai giovani e sottrarli al rischio di marginalità”. Facendo riferimento alla ripresa economica in atto, il presidente ha evidenziato che essa, tuttavia, “non ha ancora ben inciso sugli squilibri creati dalla crisi, che vanno affrontati e colmati”. Infatti, “sono i nostri giovani ad avere pagato in misura maggiore il prezzo della crisi. Allo storico – e sempre più intollerabile – deficit di occupazione femminile, si sovrappone una grave difficoltà all’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Non riuscire a valorizzare adeguatamente il nostro capitale umano provoca grave svantaggio per tutto il Paese”. “Creare lavoro è una priorità a tutti i livelli di governo. Occorre continuamente rafforzarne i presupposti e le condizioni normative, fiscali, sociali – ha aggiunto Mattarella -. Allo Stato il dovere di sostenere sforzi di sviluppo e di inclusione. Ma è anzitutto l’impresa a produrre il lavoro. È necessario il coraggio degli imprenditori, la loro capacità di stare sul mercato, di sostenerne la competizione, di migliorare la propria posizione”.