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Migrazioni: dibattito Onu a Ginevra. Card. Marx (Dbk), “lingua, istruzione e lavoro” elementi per “integrazione di successo”

“Migranti, richiedenti asilo e rifugiati non devono essere considerati come persone che passivamente avanzano richieste, ma come persone che si avventurano in un nuovo inizio”, ha affermato il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in un incontro sui temi dell’integrazione presso le Nazioni Unite a Ginevra, evento collaterale alla 108ma riunione del Consiglio dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Lingua, istruzione e lavoro” sono gli elementi fondamentali per “un’integrazione di successo” nell’ottica della “promozione dello sviluppo di ogni persona, indipendentemente dallo status giuridico”. Affinché l’integrazione avvenga, è però anche necessario che la società che accoglie e gli immigrati stessi “sviluppino una responsabilità condivisa per il bene comune” e un senso di comunità a partire dal “mutuo riconoscimento e reciproco rispetto”. “Se davvero riconosciamo dignità a ogni essere umano, non possiamo costringere le persone a una vita d’inattività o a vivere senza le loro famiglie”, cose che generano “sentimenti di frustrazione e disperazione tra gli immigrati”, ha sottolineato il cardinale, sostenendo che anche il “linguaggio di esclusione” rappresenta “una minaccia per il futuro comune della nostra società”.
Apprezzamento ha espresso il card. Marx verso il processo messo in atto dalle Nazioni Unite per arrivare entro la fine del 2018 all’adozione dei due global compact sulla migrazione e sui rifugiati. “La definizione del bene comune di una società non deve mai essere separata dal bene comune dell’intera famiglia umana. Per raggiungere quest’obiettivo, lo scambio e la cooperazione internazionale sono più che mai necessari”.