Convegno Gregoriana
Sono 20.254 i beni storico-artistici e archeologici, 9.780 i volumi e 4.623 i metri lineari di beni archivistici finora recuperati nelle regioni colpite dal sisma del Centro Italia e ricoverati nei depositi di Celano-Paludi (L’Aquila), Cittaducale (Rieti), Spoleto (Perugia), Ascoli Piceno e Ancona, mentre sono 1.171 gli interventi di messa in sicurezza di chiese, edifici storici e monumenti nei territori terremotati. Sono 5.500 gli immobili censiti come danneggiati di cui 4 mila chiese. A stilare un bilancio dell’impegno post terremoto è il segretario generale del ministero dei Beni culturali architetto Carla Di Francesco, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. “Le chiese – spiega – sono le architetture storiche più vulnerabili. E’ ancora in corso il lavoro di censimento del danno provocato dal terremoto, un sisma di proporzioni catastrofiche, mentre continuano le messe in sicurezza. Tutti si aspettano di vedere cominciare la ricostruzione. I primi tre primi provvedimenti del Commissario straordinario hanno assegnato alla riparazione e ricostruzione di chiese 200 milioni di euro complessivamente per circa 2000 edifici, ma arriveranno altri fondi. I tempi però saranno lunghi. Ora occorre ragionare su cosa fare per i singoli edifici e approntare i progetti”. “Abbiamo ricevuto – prosegue – fondi consistenti per la prevenzione sismica, 374 milioni che sono nella legge finanziaria di quest’anno e li stiamo destinando per spenderli in quattro anni”. Di Francesco annuncia infine il varo, insieme alla Protezione civile, di un programma formativo per gli addetti di Protezione civile, Ministero, Enti coinvolti nel sisma.