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Fake news: Muolo (Avvenire), “i giornalisti devono controllare le fonti, i lettori tornare a interrogarsi”

Notizie false e accelerazione del passaggio di informazioni sono stati i temi al centro di un convegno organizzato, oggi pomeriggio, dall’Università Lumsa a Roma. “Oggi tutti si sentono giornalisti – ha commentato Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire e fra i relatori dell’incontro -. Non sono stupito che il Papa abbia scelto il tema delle notizie false e del giornalismo di pace per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2018. Diverse volte Francesco ha parlato dei peccati della calunnia, della disinformazione e della diffamazione a cui recentemente ha aggiunto il cibarsi di cose cattive, definito addirittura come ‘coprofagia’. Il problema delle fake news è la disinformazione che, secondo il Papa, è il dire una mezza verità che lascia l’interlocutore nella mezza ignoranza”. Per fare un esempio che riguarda lo stesso Pontefice, il giornalista ha ricordato che il 22 gennaio 2017, il sito del Corriere d’Italia affermava che il Papa aveva donato 42 milioni di euro alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. “Sembra una buona notizia – ha fatto notare Muolo – ma chi conosce la situazione dello Stato del Vaticano sa che è falsa perché le casse sono in deficit. Un’altra notizia riportava che il Papa avesse detto in un’omelia a Santa Marta che l’inferno non esiste ma che tutto si risolve con la misericordia. Anche se false, le notizie hanno avuto larga circolazione. Il Papa, mettendo al centro il tema delle fake news, ci invita a donare responsabilità, invita i giornalisti a fare sempre meglio il lavoro di verifica dei fatti. Mi rendo conto che è difficilissimo”. Muolo ha concluso puntando sui doveri che spettano a giornalisti e lettori: “Noi – ha detto – dobbiamo continuare ad abbeverarci ai pozzi non avvelenati dell’informazione, ma anche gli utenti devono tornare a interrogarsi su ciò che leggono. Non si possono far diventare virali le notizie solo perché cliccare è diventato un tic. Ognuno di noi è servizio pubblico nei confronti degli altri. Interrogarsi sulle notizie è diventato un dovere per tutti. Per esempio, tutti i discorsi del Papa sono sul sito del Vaticano, quindi è facilissimo verificare se ciò che circola è vero o no”.