Corte dei Conti
“La ricerca del Bene comune non può – e non deve – essere ridotta ad un argomento da esporre nei convegni o negli incontri pubblici, come se si trattasse di una bandiera cattolica o di una medaglia al valore”. Ne è convinto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che intervenendo oggi alla Corte dei Conti ha spiegato che “la tensione ideale e concreta verso il bene comune si riferisce all’intera società, delinea un orizzonte valoriale, organizza delle buone pratiche e contribuisce a definire l’etica pubblica”. “La cultura morale e sociale di ispirazione cattolica – la tesi del cardinale – può trovare dei luoghi di incontro e mediazione con altre fedi e culture, e soprattutto non è in contrapposizione con la cultura morale e sociale di ispirazione laica. Anzi, queste culture differenti sono chiamate al confronto, al dialogo e all’incontro in un terreno comune assai fertile e di cruciale importanza per l’intera società”. Questo “terreno comune”, secondo il presidente della Cei, “è rappresentato, prima di tutto, dalla difesa e dalla valorizzazione della dignità della persona umana”: “Non la società, non la nazione, non la classe, ma è la persona umana che si pone come punto di partenza e, al tempo stesso, come baricentro di ogni nostro impegno sociale”, ha ammonito, perché è la persona umana “il centro gravitazionale della ricerca del bene comune”. Una persona, infatti, “è sempre un essere-in-relazione e non è mai un’anonima individualità: essa nasce in una famiglia; entra a far parte di gruppi sociali e culturali differenti; vive in comunità cittadine o di campagna; frequenta le scuole e le più diverse strutture educative; svolge delle attività lavorative in ambienti privati e pubblici – tra cui le istituzioni civili come la Corte dei Conti – e, infine, abita all’interno dell’oikos: la nostra casa comune, l’ambiente naturale che ogni persona trova alla propria nascita. Un ambiente estremamente complesso e fragile che siamo chiamati a custodire per il bene e nell’interesse di tutti”. “Quando diciamo di ricercare il bene comune – ha puntualizzato Bassetti – non ci riferiamo mai solamente alla ‘semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale’ ma, come si legge nella Gaudium et spes, all’‘insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente’”. La ricerca del bene comune, dunque, “deve sempre essere orientata ad uno sviluppo, sostenibile, condiviso e integrale, di tutti gli uomini e di tutto l’uomo”.