Anniversari
Il Sinodo panamazzonico rappresenta “un’opportunità, ma soprattutto una grande responsabilità per la Chiesa dell’America Latina e soprattutto della Panamazzonia”, per aggiornarsi e dire una parola organica di fronte “ai grandi segni di morte” che sono subiti dai popoli latinoamericani, soprattutto indigeni e campesinos. Lo ha affermato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, che intervenendo a Roma in occasione della Conferenza per il 25° della Fondazione Popolorum Progressio, ha approfondito il tema del Sinodo per la regione pan-amazzonica, che si terrà nell’ottobre 2019 e descritto la realtà di tale regione, che coinvolge dieci Paesi ed occupa il 43% della superficie del Sudamerica. Ha fatto riferimento alla presenza di 390 etnie, 137 delle quali vivono in isolamento o non sono mai venute a contatto con altre popolazioni. “La Chiesa – ha detto – cammina in questa realtà al ritmo della popolazioni più povera. In queste realtà si percepisce la vitalità della Chiesa amazzonica e missionaria, alla luce dei suoi numerosi incontri, dell’impegno dei leader, della perseveranza delle Comunità ecclesiali di base”. Ha a lungo parlato delle nascita della Repam, la Rete ecclesiale panamazzonica, fondata nel 2014 per “mostrare il volto amazzonico della Chiesa”. La Repam, ha proseguito il porporato, “a partire dal principio di sussidiarietà, cerca di potenziare in maniera articolata l’azione che realizza la Chiesa cattolica in territorio amazzonico, aggiornando e concretizzando scelte apostoliche congiunte e integrali, nel contesto della dottrina e degli orientamenti culturali. I soggetti prioritari della missione della Repam sono i popoli indigeni della Panamazzonia, con la sua ricchezza e la sua diversità culturale, e in particolare i gruppi più vulnerabili”. Un ulteriore contributo di approfondimento sulla realtà dell’Amazzonia e sul recente magistero della Chiesa, a partire dal convegno latinoamericano di Aparecida, è venuto durante il convegno anche da dom Murilo Krieger, arcivescovo di San Salvador di Bahia e vicepresidente della Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani.