Società

Corruzione in sanità: Transparency International Italia, la formazione del personale come antidoto

La corruzione mette a rischio anche un diritto basilare come la salute. Come antidoto, la formazione del personale si è dimostrato molto efficace. A dirlo sono i risultati presentati questa mattina a Roma del progetto “Curiamo la corruzione”, coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, e finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative. Il progetto triennale ha rivelato che nell’ultimo anno il 25,7% delle Aziende sanitarie ha vissuto al proprio interno almeno un episodio di corruzione, che in genere è stato affrontato in maniera appropriata. In particolare, in base al monitoraggio effettuato da Transparency International, risulta che nel 2017 sono comparse sui media nazionali 97 notizie su casi di corruzione in sanità. “Da tre anni a questa parte – ha spiegato il presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali – sono state realizzate diverse attività che mirano ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, a formare il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, a implementare e testare strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici”. Proprio la formazione del personale nelle aziende sanitarie ha dimostrato esiti positivi perché, fra l’altro, gli operatori sono venuti a conoscenza della possibilità di rivolgersi al responsabile anticorruzione, nominato in tutte le amministrazioni pubbliche in base alla legge 190/2012, per segnalare abusi. Inoltre, per incentivare la pratica della denuncia spontanea di comportamenti illeciti (il cosiddetto whistleblowing), lo scorso 15 novembre è stata approvata la Legge “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.