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Gendarmeria Vaticana: doc “Custodire e proteggere”. Giani, “la nostra storia ha un unico filo conduttore: il Papa, la Chiesa e il prossimo”

“Ringrazio mons. Dario Edoardo Viganò e la Segreteria per la Comunicazione per aver accolto l’idea di raccontare con un documentario la Gendarmeria Vaticana, in quest’anno particolare in cui festeggiamo i 200 anni dall’istituzione”. Così il comandante Domenico Giani, in occasione della proiezione riservata a Palazzo San Carlo del documentario “Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana”, realizzato dal centro di produzione della Santa Sede insieme al partner Officina della Comunicazione. “La storia di questi uomini – ha proseguito Giani –, della Gendarmeria, ha un unico filo conduttore: il Papa, la Chiesa e il prossimo, con particolare attenzione ai poveri e agli ultimi. In questo docufilm, diretto da Cesare Cuppone, raccontiamo i nostri uomini e le loro famiglie attraverso quattro storie, quattro gendarmi in diversi momenti della loro carriera”. “Desidero ringraziare in questa circostanza – ha concluso Giani – anche la stampa, con cui la Gendarmeria sempre collabora, trovandosi accanto al Papa in ogni circostanza. Grazie per la continua sinergia e rispetto”. Alla presentazione sono intervenuti inoltre Stefano D’Agostini, direttore del Centro televisivo vaticano, il regista del film Cesare Cuppone e i fondatori di Officina della Comunicazione, Nicola Salvi ed Elisabetta Sola. Questi ultimi hanno dichiarato al Sir: “Siamo molto contenti di questa produzione, che abbiamo accompagnato anche a Buenos Aires per l’anteprima internazionale. La realizzazione del documentario è stata lunga, circa un anno di lavoro, individuando le quattro storie dei protagonisti e tenendo conto anche delle tantissime attività che vedono coinvolta quotidianamente la Gendarmeria”. Sotto il profilo tecnico, hanno proseguito Salvi e Sola, “il documentario è stato realizzato da una troupe leggera, agile e in grado di essere presente e catturare in modo immediato gli eventi e le situazioni presentate nel doc. Una troupe altamente specializzata. Oltre alla regia di Cesare Cuppone, bisogna ricordare certamente l’ottimo lavoro di scrittura di Matteo Ceccarelli e Fabio Mollo. Nell’ideare il documentario, abbiamo pensato di rivolgerci a pubblico ampio, non solamente di fedeli, bensì a tutti coloro che sono interessati alla storia, all’attività di un corpo di difesa e alla sicurezza di uno Stato”.

(Sergio Perugini)