Integrazione

Migranti: Peri (Centro Astalli), “nell’accoglienza c’è una responsabilità ineludibile delle istituzioni che non si può sostituire con il volontariato”

“C’è una responsabilità ineludibile delle istituzioni nell’assicurare ai migranti quello che è diritto soggettivo all’accoglienza e all’accesso ai servizi. Questo non si può sostituire con il volontariato, che deve andare di pari passo con l’impegno istituzionale. Questo può servire anche per ripensare il welfare e il nostro modo di vivere insieme rivendicando una cittadinanza inclusiva”. Lo ha affermato questa mattina Chiara Peri, che per contro del Centro Astalli ha coordinato la ricerca “I get you”, realizzata in 9 Paesi europei e presentata questa mattina a Roma. “Davvero – ha raccontato – abbiamo scoperto un’Europa diversissima circa il ruolo dei cittadini e delle istituzioni” nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti. “Le iniziative dal basso – ha aggiunto – in alcuni contesti sono certamente state una risposta più immediata e flessibile alle necessità nelle emergenze. In altri casi, come in Belgio, un sistema statale molto presente sembra paradossalmente non funzionare granché rispetto ad un quadro in evoluzione e, forse, ad un passo indietro nella volontà politica”. La ricerca ha messo in luce come “in Italia c’è una correlazione tra la nascita di iniziative dal basso e un’accoglienza diffusa, fatta in piccoli centri accessibili”. “Ma – ha riconosciuto Peri – si è anche sentito l’impatto di un racconto altalenante negli ultimi tre anni, fatto a volte di grandi slanci di solidarietà e a volte di grandi allarmismi”. “Questo comunque ha avuto un impatto nel crescere dell’interesse dei cittadini”, ha notato Peri. Il progetto che è culminato nella ricerca è stato finalizzato a “capire meglio cosa stesse succedendo spontaneamente e dal basso in Europa circa l’integrazione”. Sono state mappate 315 iniziative di “community building”, 62 delle quali in Italia. “Quello del nostro Paese – ha rilevato – è il numero più alto nei nove Paesi mappati”. Dopo la prima fase, si è proceduto ad un’analisi qualitativa realizzata solo su un campione. “Tra quelle italiane sono state individuate 20 iniziative che sono state coinvolte per un’intervista ad un migrante, ad un volontario e ad un organizzatore”. Alla luce delle interviste, ha spiegato Peri, “la ricerca si conclude con un prontuario, una bozza di linee guida per chi ha intenzione di realizzare un’iniziativa di questo tipo e alcune raccomandazioni per le istituzioni europee e nazionali”.