Accoglienza
“Sono soprattutto vicino a coloro che vengono da lontano, perché la festa di Natale è la festa degli affetti e io capisco che quando stiamo lontani dalla nostra famiglia si soffre in modo particolare”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, durante il pranzo che ha offerto ieri, nel giorno di Natale, a “Villa Sacro Cuore”, nella città umbra, a più di 150 persone accolte tutto l’anno dalla Caritas, provenienti da Paesi di quattro continenti. “Tutti siamo cittadini del mondo – ha commentato il cardinale – e il fatto di migrare è un diritto previsto dalle Nazioni Unite. In Cei abbiamo coniato un motto: ‘Liberi di restare, liberi di partire’. L’arrivo in Italia negli ultimi giorni di più di 160 persone, in gran parte originarie del Corno d’Africa, attraverso un corridoio umanitario dalla Libia, è stato un fatto molto bello. Rallegra il mio Natale e anche il vostro, perché tanti di voi vengono da lontano e io so quanto avete sofferto per poter arrivare in Europa. Ci auguriamo che ci possono essere dei tempi migliori per tutti”. Si è trattato, ha spiegato il presidente della Cei, del “primo corridoio umanitario dalla Libia attivato in Europa, organizzato dal nostro Governo e che ha visto la collaborazione della Chiesa italiana attraverso la rete Caritas”. “Alcuni di questi migranti – ha aggiunto – erano giovanissime mamme, una di loro aveva appena sedici anni con il bambino tra le sue braccia ed altri fanciulli non avevano i genitori. È stato un grande evento di cui tanto ho ringraziato il Signore, perché dalla Libia è la prima volta che arrivano serenamente in Italia e in Europa delle persone a bordo di un aereo, accolte come se fossero tutti fratelli, sorelle e figli. Vorremmo d’ora in avanti che chi giunge da noi possa farlo senza mettere a repentaglio la propria vita, con un viaggio sereno, non attraverso i barconi, le mafie internazionali e lo sfruttamento soprattutto delle donne”. Il card. Bassetti, durante il pranzo, ha dialogato con gli ospiti e ha ringraziato due giovani pakistani per aver allestito il presepe nell’atrio del palazzo arcivescovile.