Politica
“Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno. “Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta”, ha sottolineato Mattarella, che ha preso spunto da questo dato per una suggestiva riflessione storica. “Nell’anno che si apre – ha spiegato il Capo dello Stato – ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono”. “Oggi i diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica”, ha osservato il Presidente, e la riflessione proposta è necessaria “perché, tavolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa”. Ma “non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo” e si assiste persino “al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare”. Per questo “non dobbiamo “smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti”, condizioni che non sono “acquisite una volta per tutte” e “vanno difese con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle”.