Tv2000
“Prendersi cura di un malato è uscire da se stessi perché in una società così individualista facciamo sempre fatica a farlo. Il malato ci fa quasi un servizio perché ci fa uscire da noi stessi”. Lo ha detto il cappellano dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, don Luigi Zucaro, ospite di “Bel Tempo si spera” su Tv2000 in occasione della 25ª Giornata mondiale del malato che si celebrerà domani 11 febbraio. “È sempre una grazia – ha aggiunto don Zucaro – avere nella propria comunità una persona con difficoltà legate alla salute perché ci stana e mette in moto dal nostro egoismo e individualismo”.
“Oggi – ha sottolineato don Zucaro – possiamo recuperare alcuni insegnamenti della medicina del passato. I medici dell’epoca di Giuseppe Moscati erano liberi da questo delirio d’onnipotenza che a volte può prendere qualcuno che grazie alle straordinarie risorse terapeutiche può perdere di vista il fatto che lo scopo di un medico non è solo guarire la malattia ma saper curare le persone. Cioè rendersi conto che quando non si riesce a guarire, il nostro compito non è finito. A volte vedo medici straordinariamente capaci e agguerriti quando hanno come obiettivo la guarigione ma quando questo obiettivo viene meno si sentono disarmati di fronte ad un paziente che non può essere più guarito ma deve essere comunque curato”.