Comunicazione

Giornata mondiale radio: Brunelli (InBlu Radio), “punti di forza sono buona qualità, essenzialità, velocità”

foto SIR/Marco Calvarese

“Anni fa molti ne pronosticavano la scomparsa o la sopravvivenza come mezzo informativo residuale, sorella cieca della tv, ma la previsione è stata smentita dalla realtà. Gode di buona salute, è un medium ‘trasversale’ che ci fa compagnia ovunque. Viva la radio!”. Non nasconde la sua simpatia per questo mezzo che non deve soffrire di complessi di inferiorità rispetto alla televisione Lucio Brunelli, direttore dell’informazione di Tv2000 e InBlu Radio, contattato dal Sir in occasione della Giornata mondiale della radio. “Come rete di InBlu Radio – spiega – abbiamo sviluppato una app per smartphone e stiamo esaminando la possibilità offerta da Facebook di ascoltare in diretta i programmi sulla pagina Fb dell’emittente”.” Io vengo dalla tv – prosegue Brunelli – e le caratteristiche che mi rendono simpatica la radio sono la sua qualità, essenzialità e velocità. I programmi radiofonici di approfondimento mi sembrano in generale di qualità media superiore rispetto a quelli televisivi. Per sua natura è portata ad eliminare i fronzoli, all’essenzialità, a indurre nell’ascoltatore una maggiore attenzione salvandosi dal rischio spettacolarizzazione della tv. Tranne qualche eccezione, in radio mi sembra più elevato anche il livello dei dibattiti, le diverse posizioni vengono in contatto in modo più civile”. “Per sua natura consente inoltre aggiornamenti più veloci sulle news; lo si è visto con il terremoto ma è sempre così. La tv quando si muove ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi mezzi; in radio basta invece una telefonata e sei subito in diretta. Insomma, viva la radio”.

Nello specifico, il direttore spiega: InBlu Radio “vive in funzione di altre radio perché non ha ancora una frequenza nazionale, ma è bello essere una radio di servizio rispetto ad una rete ampia di piccole e grandi radio cattoliche sul territorio. Siamo associati con più di 130 emittenti che riprendono buona parte della nostra programmazione. C’è molta attesa per il Dab (Digital Audio Broadcasting) che potrebbe essere un grande aiuto per una maggiore diffusione della radio. La tecnologia c’è ma per essere sfruttata a pieno ci vorranno anni. E’ un punto su cui si concentrano molte speranze. Nel frattempo sfruttiamo al meglio il web, i social, l’app, con le antenne sempre puntate su quanto le nuove tecnologie consentiranno di fare”. Brunelli non nasconde la “fatica” di molte emittenti del circuito. “Oltre alla crisi globale del mondo dell’informazione, le prime a fare le spese dei tagli legati alla crisi dei bilanci di tante diocesi italiane sono spesso le piccole radio cattoliche locali che tuttavia sono importanti perché l’informazione locale ha una sua ragione e un suo bisogno. La può fare solo chi ha le antenne sul territorio. InBlu Radio si pone come servizio e in molte situazioni è una boccata di ossigeno”. E i riscontri sono ottimi: “Dagli incontri periodici con le radio locali emerge che la nostra informazione viene ripresa al 97%, ma ottimi riscontri hanno anche i programmi di approfondimento, tra i quali la rubrica storica ‘Ecclesia’, in onda dopo il gr delle 13, realizzata sempre live stando sulle notizie del momento”.