Apostolato del mare

Marittimi: Stella maris è davvero “Casa lontano da casa”. Le esperienza di Genova e Gioia Tauro

“Per motivi logistici Genova ha due ‘club’ Stella maris: uno più vicino al porto centrale commerciale e uno al terminal di Pra’-Voltri”. Una cinquantina i volontari; tra loro ogni anno anche un gruppo di studenti dell’Istituto nautico San Giorgio e alcune ragazze. A raccontare al Sir l’esperienza genovese è un volontario “esperto”, Eros Andriani, a margine dell’incontro organizzato oggi a Roma dall’Ufficio nazionale per l’apostolato del mare della Cei, “Volontari: è bello esserci. Formazione al dialogo interreligioso e all’impegno gioioso”. “Garantiamo tutti i giorni un servizio di shipvisiting – spiega – e l’accoglienza che riceviamo a bordo fa sentire davvero a casa. D’inverno ci offrono qualcosa di caldo, d’estate di fresco. E’ come essere in famiglia”. Un servizio molto apprezzato è quello delle news internazionali offerte gratuitamente in inglese e di quelle locali dei diversi Paesi in filippino, indiano, arabo. “Alcuni chiedono informazioni turistiche o un sacerdote per confessarsi, ad alcuni ho dato indicazioni stradali per la chiesa greco-ortodossa di Genova. Non abbiamo una moschea ma se ci fosse non avrei alcun problema a spiegare come arrivarci”. Nel 2016 sono state 976 navi le visitate al porto centrale e 18.762 i marittimi incontrati; a Pra’- Voltri e al porto petroli di Multedo i volontari hanno visitato 515 navi e incontrato 11.826 marittimi. I club ne hanno accolto 1.761. “Chiedono di comunicare con casa, quindi connessione wifi per Skype, Whtsapp o Facebook. Alcuni vogliono un pavimento fermo sotto i piedi per bere qualcosa chiacchierando con qualcuno”. Predominano i filippini; a seguire indiani, turchi, indonesiani. Sempre nel rispetto delle differenze culturali e religiose. “‘E’ Natale per tutti’ mi ha risposto un comandante turco quando gli ho chiesto se potevo fargli gli auguri”, conclude Andriani.

Nel porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria), racconta Andrea Macrì, volontario della Stella maris locale insieme ad altri sei, “è molto complicato salire sulle navi; sono i marittimi a venire da noi”. Scesi dalla nave, italiani e stranieri devono passare un primo controllo alla polizia di frontiera dove lasciano il passaporto per ottenere uno short pass fino alle 22, quando hanno l’obbligo di rientro. Stella maris è aperta tutti i pomeriggi dalle 14 alle 21. “Andiamo a prelevarli dalla polizia con il pulmino dell’associazione – prosegue Andrea – e li portiamo da noi, in media una quindicina al giorno. Chiedono schede telefoniche, wifi; hanno molta voglia di chiacchierare, il mio problema è che non sapendo troppo bene l’inglese faccio fatica a dialogare con loro, ma su questo ridiamo e scherziamo molto insieme”. Quello che sottolinea Andrea è il senso di calore e accoglienza: “Si instaura un clima davvero familiare”.