Anniversario

Patti Lateranensi: Alfano (min. Esteri), “consolidare fronte comune a difesa della persona umana”

I Patti Lateranensi tra Chiesa e Stato “chiarimento condiviso dei rispettivi ruoli … fu la base istituzionale sulla quale abbiamo costruito lo stato eccellente dei rapporti attuali tra Italia e Santa Sede”, così il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano in una lettera pubblicata su “Avvenire” per l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi.
“Oggi, però, non celebriamo solo questa ricorrenza – spiega Alfano -, ma intendiamo anche riflettere sulle convergenze bilaterali e sulle sinergie che connotano il nostro partenariato strategico”. Una visione comune con il Vaticano, fatta da “simili sensibilità spirituali e culturali” che non va data per scontata, ma “che anzi necessita di essere costantemente alimentata con consultazioni bilaterali sistematiche e rafforzate”. Per questo, prosegue il ministro, “ho intenzione di sviluppare ulteriormente questo vitale dialogo insieme al Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Gallagher”. Alfano si dice “consapevole della capacità di influenza universale della Santa Sede” identificata come “una voce autorevole alla quale dobbiamo prestare ascolto”. Il ministro sottolinea come la collaborazione tra l’Italia e il Vaticano sia inoltre “cruciale per difendere i diritti incomprimibili della persona dagli attacchi di coloro che rinnegano l’umanità”. Tre sono i “concetti chiave” su cui il nostro Paese e la Santa Sede possono “far convergere la comunità internazionale”: “Solidarietà, inclusività e dialogo”. Un approccio comune “non teorico”, ma misurabile “su un’ampia agenda internazionale” come la condanna del terrorismo o la gestione della crisi dei migranti.
“Italia e Santa Sede – conclude Angelino Alfano – sono chiamate a compiere scelte politiche fondamentali per tutelare la dignità e i diritti, far avanzare lo sviluppo sostenibile, promuovere la pace”. In tal senso “la giornata odierna non è allora soltanto commemorativa. Serve anche a consolidare quel fronte comune a difesa della persona umana e della convivenza civile, che resta il baluardo diplomatico, culturale e spirituale contro gli attacchi del fondamentalismo violento e del disordine internazionale”.