Solidarietà

Vescovi Messico e Texas: da ieri riuniti a Bronswille (Usa) per parlare di accoglienza ai migranti dopo l’avvio della presidenza Trump

È iniziata da poco la seconda giornata del fraterno incontro tra i vescovi del Messico e del Texas (Stati Uniti) iniziato ieri. Un incontro voluto dalla Chiesa statunitense e messicana dopo il dibattito suscitato dalle prime decisioni di Donald Trump e dalla sua volontà di costruire un muro lungo tutta la frontiera tra i due Paesi. L’incontro, cui prendono parte dieci vescovi texani e nove messicani –, si tiene nella parrocchia di Nuestra Señora de San Juan del Valle, a Brownsville (Usa). Tra i presenti anche il nunzio apostolico negli Stati Uniti, mons. Christophe Pierre, oltre che numerosi sacerdoti, religiosi e laici che operano nell’ambito dell’accoglienza ai migranti tra le due frontiere. “Un incontro che affrontiamo con molta speranza”, ha detto mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, segretario generale della Conferenza episcopale messicana.
Nel corso della prima giornata da segnalare l’intervento di mons. Raymundo Peña, vescovo emerito di Brownsville e decano dei vescovi frontalieri, che ha parlato sulla storia degli incontri chiamati “Tex-Mex”, iniziati più di trent’anni fa, nel 1986, su impulso degli orizzonti aperti da Giovanni Paolo II e subito rafforzati dall’Assemblea sinodale dei vescovi dell’America, tenutasi un anno dopo. Anno dopo anno è cresciuto il legame tra le Chiese, si è dibattuto su varie problematiche (immigrati irregolari, narcotraffico, criminalità) e si sono radicate forme di accoglienza e ospitalità, come la rete delle Case del migrante. È del 2002 il primo documento bi-nazionale intitolato “Uniti nel cammino di speranza, noi non siamo stranieri”, poi le riunioni sono continuate dando vita a numerosi progetti pastorali comuni.
Dopo l’intervento iniziale i vescovi hanno a lungo dibattuto. C’è chi ha ricordato che fino a qualche tempo fa tra le città di Brownsville e Matamoros non c’era in pratica frontiera: le famiglie allargate attraversavano il fiume dall’una e dall’altra parte, condividendo la vita, lo studio e il lavoro. Da parte degli intervenuti è stata espressa preoccupazione per la situazione attuale dei migranti. Nella giornata di oggi sarà data voce a coloro che operano nelle Case del migrante e nei centri di detenzione per irregolari e in serata sarà probabilmente trasmesso un messaggio congiunto. I lavori si concluderanno domani, 15 febbraio.