Ricerca
All’assistenza domiciliare ricorrono 2,5 milioni di anziani. Lo afferma la ricerca “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo” presentata questa mattina a Roma dall’Auser. Tra il 2009 e il 2013, si legge nell’indagine, nel Nord ovest l’offerta di assistenza domiciliare integrata (Adi) aumenta passando dal 38,5 al 43,4% dei comuni; nel Nord est c’è viceversa una contrazione netta nel numero dei comuni (dal 73,8% al 54,8%) che interessa anche il Centro (dal 51,7% al 43,3%). Nel Meridione e nelle Isole i comuni invece aumentano (rispettivamente dal 32,4 al 37,4%, e dal 7,8 al 10,3%). Complessivamente, per l’indice di copertura territoriale del servizio si riscontra a livello nazionale una diminuzione nel quinquennio dal 50,2 al 47,2. I comuni che invece offrono il servizio di assistenza domiciliare (Sad) agli anziani, secondo l’Auser diminuiscono a livello nazionale dall’86,3 all’85,7%, ma aumentano al Centro e nelle Isole. Invariata allo 0,5% la percentuale dei comuni che offrono il servizio di assistenza domiciliare per mezzo di voucher, assegni di cura e buoni socio sanitari.
Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento, secondo l’Istat nel 2013 ne hanno beneficiato 1.511.974 anziani; il 12,6% del totale e circa il 58,7% di quelli che soffrono di una forma di limitazione funzionale. Oltre 375mila le badanti nel 2015, secondo l’Osservatorio Inps sul lavoro domestico, il 51% al Nord, provenienti soprattutto dall’Europa dell’est – ma crescono le italiane – e con uno stipendio medio di 920 euro. Circa 10 milioni di anziani vivono in case di proprietà, la maggior parte – stando alla ricerca – vecchie e prive di riscaldamento, nel 76% dei casi anche di ascensore.