Proposte
Rendere la città amiche degli anziani, adeguare il patrimonio immobiliare, garantire risorse adeguate e stabili nel tempo. Sono alcune delle proposte avanzate dall’Auser per rispondere al meglio alla sfida dell’invecchiamento della popolazione. L’associazione ha presentato questa mattina a Roma la ricerca “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo”, fotografia senza sconti sulle inadeguatezze dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese. Per Claudio Falasca, curatore dell’indagine, è necessario “estendere e rendere efficaci i servizi di assistenza domiciliare integrata, istituire una banca nazionale ed europea delle migliori pratiche, introdurre un sistema di indicatori omogeneo a livello nazionale per valutare la progressione nel miglioramento delle prestazioni dei servizi”, oltre a “istituire il Fondo unico per la non autosufficienza finanziato con risorse aggiuntive rispetto a quelle pubbliche”. E ancora: servono misure di detrazioni dal reddito per agevolare le famiglie nella regolarizzazione delle badanti, mentre l’istituzione di un “registro degli assistenti familiari” faciliterebbe la ricerca di assistenti qualificate, ne sosterrebbe la formazione e l’inserimento lavorativo. L’Auser chiede inoltre di ampliare e migliorare l’offerta residenziale per diminuire il divario Nord-Sud e allineare l’Italia alla media dei paesi Ocse.
“Bisogna puntare sulla qualità, magari investendo sulla certificazione da parte di un ente terzo”. Sul fronte della repressione dei comportamenti illeciti è “importante”, sottolinea Falasca, che la Camera abbia approvato il ddl “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo”, ma “è auspicabile che quanto prevede il provvedimento diventi rapidamente operativo”.