Politica
“La divergenza più grande tra la premier britannica Theresa May e il primo ministro Paolo Gentiloni sarà sulla irrevocabilità o meno del Brexit”. Nel giorno dell’incontro, a Downing street, tra il capo del governo italiano e il leader di quello britannico, David Hine, docente di politica all’università di Oxford ed esperto sull’Italia, individua nei prossimi negoziati tra Ue e Regno Unito il nodo più importante della discussione. “Mentre il governo britannico è convinto che vi siano soltanto due scelte possibili, nei prossimi mesi, accettare l’accordo che verrà raggiungo con gli europei, entro la fine del 2018, oppure rifiutarlo, per una spaccatura completa, gli italiani vorrebbero aggiungere altre due alternative: negoziati che vanno oltre il termine di due anni che ha fissato Theresa May e un secondo referendum nella speranza che il risultato sia diverso da quello dello scorso 23 giugno e che il Regno Unito rientri in Europa”, spiega al Sir il professor Hine. Secondo l’esperto, lo scarto tra i due approcci al Brexit non verrà certo risolto oggi anche perché la May ha chiarito che non esiste possibilità di ritorno sulla via del divorzio dalla Ue e su altri temi i due premier potrebbero facilmente trovarsi d’accordo.
Il docente di politica di Oxford pensa che “le intenzioni del governo italiano siano positive e guidate dalla volontà di aiutare il governo britannico a ottenere la più amichevole delle separazioni per proteggere l’interesse dei connazionali che vivono nel Regno Unito e che sono molto più numerosi dei britannici in Italia. Un accordo sarebbe stato già trovato lo scorso ottobre se Angela Merkel non si fosse opposta”. Sono soprattutto le banche italiane, secondo Hine, che rischiano di pagare un prezzo salato se Londra viene esclusa dal ruolo di intermediario del mercato finanziario europeo che ha in questo momento perché l’Italia si trova in una situazione economica vulnerabile. “L’intera aerea euro ne soffrirebbe”, spiega l’esperto, “ma il giro di affari rischia di trasferirsi soprattutto a Parigi e Francoforte”. Ed è proprio alla London School of Economics, la prestigiosa università londinese, specializzata in economia, che il primo ministro Paolo Gentiloni è atteso questo pomeriggio per un incontro tra studenti e docenti. Né il Brexit sarà l’unico tema dell’agenda dei premier italiano e britannico a Downing Street. “Si parlerà anche dei rapporti con la Russia e della situazione nel Mediterraneo con particolare attenzione per l’immigrazione”, conferma l’ambasciata.