Politica
Una rete di protezione sociale, in analogia con quella di Protezione civile, che unisca le competenze e le professionalità già presenti. È l’idea lanciata ieri dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, nel corso del convegno “Sotto lo stesso welfare” organizzato dalle Acli. “La politica deve confrontarsi con i contesti attuali e con le esigenze che essi rappresentano nel quotidiano”, ha affermato Poletti, manifestando soddisfazione per l’approvazione in via definitiva del disegno di legge sul contrasto alla povertà e condividendo la necessità di pensare a strumenti “che siano maggiormente tarati sulla persona e sulle esigenze del singolo”, anche perché “nella gran parte dei casi, i problemi sociali sono legati alle carenze di lavoro”.
“Calo delle nascite, con il conseguente aumento dell’invecchiamento, e aumento della presenza degli stranieri in Italia. Saranno questi – per il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini – gli elementi sui quali basare il welfare del futuro”. Secondo Rossini, “dobbiamo provare a ripensare il welfare in termini sistemici, per cercare nuove sintesi, in particolare tra lavoro e vita”. “Il dibattito sui voucher – ha aggiunto – dice di un certo riduzionismo. Noi siamo disposti ad offrirci come interlocutori per costruire un percorso che non è semplice ma che non è neppure rimandabile”.
Per Antonio Russo, consigliere di presidenza nazionale Acli con delega al welfare, “la sensazione è che alla disuguaglianza ci stiamo abituando al punto che non suscita più stupore e tanto meno indignazione”. “La società cambia, ma il sistema di assistenza sociale rimane fisso”, ha proseguito, rilevando che “in futuro potremmo trovarci di fronte ad una sostanziale asimmetria tra il corso di vita e il tradizionale sistema del welfare”.