Bioetica

Aborto: mons. Sequeri (Pul), occasione per “vivere insieme l’irreparabile”

“Abbiamo la necessità di parole che accompagnino anche ciò che nella vita, umanamente parlando, ci sembra irreparabile, e che invece continua ad aver bisogno di essere riparato”. Lo ha detto monsignor Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia della Pontificia Università Lateranense, aprendo oggi, presso la sede dell’ateneo, il seminario dal titolo “Vino e olio sulle ferite. L’esperienza dell’aborto”. L’uomo, ha spiegato il teologo, “per impedire che il dolore lo distrugga, ha bisogno di coniugare la necessità di continuare a vivere con quella di non perdere la giusta memoria di quello che deve essere ritrovato, per riconciliarsi così con i suoi affetti anche quando sembrano irreparabili”. In un tempo come il nostro, “impegnato a prevenire ogni cosa, a difendersi da legami difficili da sopportare o che potrebbero diventare insopportabili”, secondo Sequeri occorre “vivere insieme l’irreparabile, senza cancellarlo ma facendo sì che, paradossalmente, si trasfiguri in un’esperienza che alimenti le parti buone dei nostri legami”. Anche in esperienze drammatiche come quella dell’aborto.