Ecumenismo

Cattolici-luterani: Manzke (vescovo luterano), “diversità riconciliata” per “ricomporre mondo in frantumi”

“Prendere lo slogan dell’unità nella diversità riconciliata e applicarlo anche ai nostri comportamenti di uomini e cittadini per contribuire alla ricomposizione di un mondo in frantumi”. Questa la “ricetta” indicata da Karl-Hinrich Manzke, vescovo della Chiesa evangelica luterana di Schaumburg-Lippe e responsabile per le relazioni tra luterani e cattolici in Germania, oggi a margine del Dies Academicus della Pontificia Università Gregoriana. Tema della cerimonia, a poche settimane dalla conclusione del simposio “Lutero e i sacramenti” e nella commemorazione dei 500 anni della Riforma, “Cristiani uniti per un mondo in frantumi”. Nel rievocare le tre settimane trascorse ospite della Gregoriana lo scorso anno a marzo, Manzke ha sottolineato che negli ultimi anni il rapporto luterani-cattolici si è trasformato in modo fondamentale e irreversibile. Strategico “il metodo del consenso differenziato che vuol dire – ha spiegato – che il consenso raggiunto comprende due affermazioni”. “La prima mostra ciò che è necessario al consenso; la seconda che le differenze restano ma sono accettabili, addirittura opportune, e non mettono in discussione il consenso raggiunto”. Servendosi di tale approccio, ha proseguito Mankze, il dialogo bilaterale “ha potuto raggiungere traguardi d’avanguardia che purtroppo, tranne che per la dichiarazione congiunta del 1999 sulla dottrina della giustificazione, non si sono potuti tradurre in documenti vincolanti per le nostre Chiese”. Ma “almeno su questo punto strategico non esistono più teorie in grado di dividere le nostre chiese”.

Ripercorrendo le “pietre miliari” delle relazioni luterano-cattoliche, Mankze ha ricordato la commemorazione congiunta, lo scorso 31 ottobre a Lund, del 500° della riforma con la firma della Dichiarazione da parte del vescovo Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale, e di Papa Francesco. “L’unità dei cristiani non ci è ancora data – ha concluso -, ma si scorgono in lontananza profili chiaramente delineati che 60 anni fa non si sarebbe pensato di intravvedere”.