Diritti umani

Libertà religiosa: Cipriani (Univ. Roma Tre), “non è facile trovare una convergenza fra diverse proposte valoriali”

“Non è facile trovare una convergenza fra diverse proposte valoriali. Occorre discuterne per arrivare a una accettabile a largo raggio. Accettabile anche da parte dello Stato che, per definizione, dovrebbe essere laico e non dovrebbe favorire dei valori piuttosto che altri”. Così Roberto Cipriani, docente all’Università di Roma Tre, a margine del convegno “Libertà religiosa e pace tra rispetto dei diritti umani e sicurezza personale” in corso a Roma. “Porre una aggettivazione di tipo religioso a un provvedimento dello Stato non è conveniente – ha ribadito – perché comunque nelle diverse situazioni ci sono presenze minoritarie. Dunque è opportuno che lo Stato non assuma una precisa posizione”. “Più valori – ha ggiunto – possono essere trasformati in diritti ma bisogna sempre fare i conti con la realtà e il contesto sociale. Infatti, l’applicazione del diritto è lasciata ai singoli soggetti che possono decidere in proprio il da farsi”.

Riguardo alla laicizzazione estrema in Francia, definita da Olivier Roy, docente dell’Istituto universitario europeo di Firenze, durante il dibattito come “caccia al segno religioso”, Cipriani ha aggiunto: “È anche vero, però, che lo Stato francese mette a disposizione molte risorse per mantenere in piedi il grande patrimonio ecclesiastico, finanzia i compensi dei religiosi in Alsazia e Lorena, interviene per la nomina dei vescovi e pretende di avere un certo ruolo persino nel capitolo dei canonici del Laterano. Vuol dire che la situazione è molto variegata”. E poi, ha concluso, “passiamo alle situazioni concrete, ma che danno può fare indossare un velo in testa?”.