Diritti umani

Libertà religiosa: Orsini (Luiss), “l’isis è un fenomeno televisivo”

“L’Isis è un fenomeno televisivo”. Lo ha detto Alessandro Orsini, docente dell’Università Guido Carli Luiss, durante il convegno “Libertà religiosa e pace tra rispetto dei diritti umani”, presso l’Institut Francais-Centre Saint Louis. “Allo stesso modo – ha spiegato il sociologo – il brigatismo è nato nel ventre delle società occidentali e la Tv ha permesso che continuasse il fenomeno. Il problema della libertà religiosa deve essere trattato con molta calma e un modo è non farsi travolgere e influenzare dalla televisione che vuole trasmettere un’idea di Isis inarrestabile”. Secondo lo studioso di terrorismo, se l’Isis fosse stato così penetrante e forte avremmo dovuto registrare una strage al giorno dal 2016 ad oggi. “Stiamo vivendo una fase in cui gli attacchi sono destinati a diminuire – ha spiegato – e non resterà nemmeno la polvere dell’Isis. Come nel gioco Risiko, nemmeno uno Stato è disposto a difendere l’Isis e quindi assistiamo alla distruzione progressiva dei suoi domini. I musulmani di occidente infatti non vogliono aiutare l’Isis, non vogliono farsi saltare in aria. I musulmani d’occidente – ha insistito -, che sono 21 milioni solo in Europa, hanno rifiutato di farsi saltare insieme ai loro concittadini”. “La nostra società – ha osservato – non vive una crisi di valori profonda così come ci vogliono convincere. Anzi, la cultura e i valori occidentali hanno una forza possente. È la televisione che ci vuole convincere del contrario”. “Sono dubbioso – ha concluso – quando si dice che il modello occidentale sia una rovina perché sostanzialmente funziona anche se ha molti difetti”.