Diritti umani
“La religione fa parte dei diritti dell’uomo e non può essere negoziabile. Lo Stato deve intervenire per permettere che i religiosi possano esprimersi. Il fatto religioso non deve essere espulso. La richiesta di religiosità deve essere rispettata”. Lo ha detto Olivier Roy, docente dell’Istituto universitario europeo di Firenze, durante il convegno “Libertà religiosa e pace tra rispetto dei diritti umani e sicurezza personale”, presso l’Institut Francais-Centre Saint Louis di Roma. “In Francia siamo di fronte a un paradosso: si fa la caccia al fatto religioso in contraddizione con il rispetto della libertà religiosa. Ma sbarazzarci di tutti i segni religiosi non è possibile. In Europa – ha aggiunto – abbiamo spazi pubblici molto diversi fra loro. In quello italiano vediamo dei parroci e delle suore vestite con gli abiti religiosi che fanno parte del paesaggio. In Francia, invece, c’è l’espulsione dei segni religiosi. L’episodio originario è stato nel 1989, quando due ragazze musulmane sono state respinte dalla scuola perché indossavano il velo e per questo la Francia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”. “C’è un movimento forte in Francia per vietare le carni halal o kosher nelle scuole e addirittura in alcuni istituti l’amministrazione misura le gonne che non devono essere troppo lunghe. L’idea imperante è che il fatto religioso deve essere privato, ma ciò non corrisponde alla laicità”.
“Prima l’omosessualità era oscena e la religiosità normale adesso è il contrario – ha osservato il docente sempre riferendosi all’attualità francese -. Se passa una suora si guarda con sospetto, se invece è una persona travestita al gay pride è accettato. Come uscirne? – si è chiesto -. Il primo modo è dire che la libertà religiosa è un bene comune. Così come ha affermato la Chiesa. Ma ci sono stati degli oppositori, i laici sono scesi in strada e il movimento cattolico si è contrapposto ad altri cattolici. Si è accettata invece una forma di laicizzazione di tutto ciò che è religioso”. “I valori laici erano cristianizzati fino agli anni ’60 – ha aggiunto -. In pochi anni tutto è cambiato e non esiste più un modello di valori di riferimento. Da qui una serie di questioni che non riguardano solo l’islam. Il dibattito sull’islam nasconde infatti altri problemi su quale sia il ruolo del religioso oggi. La Chiesa è contraria a questi problemi, ma non si può dire stia lottando. La Chiesa – ha insistito – deve difendere i propri segni identitari ma allo stesso tempo non devono essere oggetto di una manipolazione”. In conclusione, Roy ha commentato: “La religione fa parte dei diritti dell’uomo e non può essere negoziabile. Lo Stato deve intervenire per permettere che i religiosi possano esprimersi. Il fatto religioso non deve essere espulso. La richiesta di religiosità deve essere rispettata”.