Diritti umani
La Chiesa cattolica filippina è “in lutto” dopo che la Camera dei rappresentanti ha approvato ieri il ripristino della pena capitale nella nazione. La legge è stata promossa dall’alleanza di governo che sostiene il presidente Rodrigo Duterte e voluta da quest’ultimo. Ora il progetto di legge passerà al Senato, assemblea composta da 24 membri, in cui il partito di Duterte detiene la maggioranza. L’arcivescovo Socrates Villegas, presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, si è detto deluso perché la Camera “ha dato allo stato il permesso di uccidere” ma i vescovi “non si sentono sconfitti né potremo essere messi a tacere”. Invitano perciò i cattolici ad una generale mobilitazione per manifestare “lo spirito di opposizione” alla pena di morte. “Nel mezzo della Quaresima – si legge in una dichiarazione ufficiale – ci prepariamo a celebrare il trionfo della vita sulla morte, e mentre noi siamo addolorati perché la Camera ha votato per la morte, la nostra fede ci assicura che la vita trionferà”. Rodolfo Diamante, segretario esecutivo della Commissione episcopale per la pastorale carceraria, ha dichiarato all’agenzia Fides che “i legislatori hanno servito i loro interessi personali e non il bene comune”, “sacrificando la loro coscienza e i principi”. La pena capitale era prevista nell’ordinamento della Repubblica delle Filippine, nata nel 1946, e restò in vigore anche durante il periodo della dittatura di Ferdinando Marcos. Fu sospesa nel 1987 sotto la presidenza di Corazon Aquino e poi reintrodotta durante il governo di Ramos per “crimini efferati”. Durante la presidenza di Joseph Estrada, nel 1999, avvenne l’esecuzione di Leo Echegaray, cui seguì una nuova moratoria. Nel 2006, il governo di Gloria Macapagal Arroyo firmò l’abolizione della pena di morte prima della sua visita a Papa Benedetto XVI. Dal 2006 le Filippine hanno sostenuto la causa abolizionista, promuovendo diverse iniziative in ambito internazionale e riuscendo anche a ottenere la commutazione delle condanne alla pena capitale inflitte a cittadini filippini all’estero.