Politica

Povertà: Caritas Savona, “tagliare il welfare significa escludere i più deboli”

“Sappiamo che l’amministrazione si è trovata a gestire una situazione ereditata dalla precedente giunta e che il rischio da scongiurare era il dissesto finanziario con conseguente commissariamento, ma la ricetta applicata per salvare l’ente lascia più di un dubbio”. Lo affermano oggi la Caritas diocesana di Savona-Noli e la Fondazione ComunitàServizi a proposito dei tagli al welfare effettuati dal Comune di Savona.  “Quello che ci sfugge, o non sappiamo cogliere, è: quale logica sostiene queste scelte? Quali sono le priorità dell’amministrazione? Quali le ricadute a medio e lungo termine dei tagli al welfare, ma soprattutto quali alternative si possono mettere in campo per rispondere ai bisogni complessi di questa comunità ed in particolare delle sue componenti più fragili?”, si chiedono le due organizzazioni. “Anche se mancano risorse, i bisogni restano – affermano – e chi governa ha l’onore e l’onere di indicare una strada per trovare una risposta alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione, perché in ballo c’è molto di più di un dissesto finanziario, c’è la coesione sociale di una comunità e la prospettiva di un intera città. Tagliare le risorse destinate al welfare, in mancanza di un progetto alternativo credibile, significa di fatto scegliere l’esclusione della parte più debole della comunità, rinunciare alla prospettiva di una città espressione di una società includente”. A questo proposito organizzano per martedì 14 marzo alle Officine Solimano in piazza Rebagliati (Darsena) l’iniziativa “Gli invisibili” dalle 18 in poi.