Sanità
“La regione Lazio assomiglia sempre di più al Mezzogiorno negli aspetti negativi, quindi per stili di vita e abitudine al fumo. Per esempio, sul piano della mortalità prematura il Lazio è fra quelle regioni che hanno il tasso più elevato”. Così Alessandro Solipica, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, a margine della conferenza di presentazione del rapporto Osservasalute 2016. “La prevenzione – ha commentato – è l’unico fattore di resilienza. Il fatto che siamo un Paese che invecchia significa che dovremo fare i conti con una pressione molto forte sul sistema sanitario nazionale per via dei molti malati cronici e malati di tumore”. Secondo l’esperto, “il trend negativo dipende anche delle motivazioni di natura culturale: per quanto riguarda l’alimentazione il nostro Paese era lodato per averne una sana mentre invece la sta perdendo. Un aspetto inoltre molto negativo è, a mio parere, che nelle scuole ci siano le macchine dispensatrici di merendine tutt’altro che salutari”. “I dati presentati oggi – ha aggiunto – confermano l’ipotesi che l’invecchiamento della popolazione aumenterà inevitabilmente; la prevalenza delle condizioni morbose di lunga durata favorirà negli anni la complessità dei bisogni di assistenza socio-sanitaria della popolazione. A fronte di questo, si auspica il passaggio da una logica prestazionale a una presa in carico globale dell’individuo che preveda un raccordo tra i vari specialisti”. In questa prospettiva, ha concluso, “sarà decisivo il ruolo dell’assistenza territoriale, da attuare attraverso l’implementazione di un efficace sistema di assistenza primaria”.