Politica
(Bruxelles) È un bilancio in chiaroscuro quello sulla giustizia in Europa pubblicato oggi dalla Commissione Ue. Il “Quadro di valutazione Ue della giustizia 2017” mette a confronto l’efficienza, la qualità e l’indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri. L’obiettivo è quello di “aiutare le autorità nazionali a migliorare l’efficacia dei sistemi giudiziari. Fra l’altro, rispetto alle precedenti edizioni, il quadro di valutazione 2017 esamina, come chiarisce la stessa Commissione, “aspetti nuovi del funzionamento dei sistemi giudiziari: per esempio la facilità di accesso dei consumatori alla giustizia e i canali da essi utilizzati per presentare reclami nei confronti di imprese”. Per la prima volta, inoltre, riporta la lunghezza dei procedimenti penali relativi ai reati connessi al riciclaggio di denaro. Vera Jourová, commissaria per la giustizia, commenta: “Vorrei incoraggiare gli Stati membri a garantire che qualsiasi riforma della giustizia rispetti lo Stato di diritto e l’indipendenza del potere giudiziario. Si tratta di principi di fondamentale importanza affinché sia i cittadini che le imprese possano godere pienamente dei loro diritti. Un sistema giudiziario indipendente ed efficiente è uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia”.
Tra i principali risultati del quadro di valutazione, si evince che: i procedimenti giudiziari civili e commerciali tendono a essere più brevi; cresce la tutela dei consumatori, benché le azioni in loro difesa in sede amministrativa o giurisdizionale “varia notevolmente a seconda del Paese”. Lo studio della Commissione mette anche in mostra che, “in alcuni Stati membri, i cittadini con un reddito inferiore alla soglia di povertà non ricevono alcun patrocinio in determinati tipi di controversie”. Problematico inoltre l’uso “ancora limitato degli strumenti informatici in alcuni Stati”. Invece “migliora o rimane stabile la percezione dei cittadini per quanto riguarda l’indipendenza della magistratura”.