Spiritualità

40ª Convocazione RnS: Martinez (presidente), “necessaria l’operazione: cuori puliti”

(dall’inviato Sir a Rimini) – “È necessaria una nuova operazione giubilare: i cuori puliti. Perché possono esserlo le mani, i vestiti e anche i pensieri senza che lo siano i cuori”. Lo ha affermato questa mattina Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), rivolgendosi ai partecipanti alla 40ª Convocazione nazionale di Rimini. Nella sua relazione conclusiva, Martinez ha affermato che “è in crisi la vita spirituale, ma non è in crisi l’esperienza dello Spirito Santo. Qui si vede, si sente”. “È in crisi la fraternità umana”, ha proseguito, notando che “se il ‘900 è stato il secolo della solidarietà, questo secolo dev’essere quello della fraternità”. “Provate a spiegare alle nuove generazioni il comandamento ‘onora il padre e la madre’. Che amore è quello in cui si sono cambiati i connotati al padre e alla madre, per cui una donna funge da padre e un maschio da madre?”. “Se si perde di vista Dio – ha ammonito – si perde di vista tutto”. Rivolgendosi alle famiglie, Martinez ha osservato che “non stiamo più educando i nostri figli secondo Dio”, ribadendo quanto sia “importante la trasmissione della fede”. Come dice sant’Agostino, siamo chiamati a “non spegnere lo Spirito”. Martinez ha anche affermato che “perché ci sia la Chiesa in uscita ci dev’essere Gesù in entrata” e ha espresso la propria “vergogna per il muro che c’è ancora in Israele, per quello al confine tra Messico e Stati Uniti, per tutti quelli che innalziamo davanti alle povertà di questo nostro tempo”. Il presidente RnS ha poi evidenziato la necessità di “una nuova generazione che abbia passione e intelligenza per costruire i propri Paesi”. Per questo “con altre realtà stiamo lavorando per dare mille giovani leader al Paese perché in ogni ambito prendano le sorti del nostro Paese e lo rifondino sulle verità di fede”. “Se non si cura l’anima e la base spirituale la nostra Europa, le nostre città e i nostri Paesi sono destinati all’oblio. Dobbiamo sognare Paesi riconciliati e capaci di riconciliare, edificati su principi solidi, con autentici spazi di libertà, prossimità, solidarietà, giustizia, pace”. Perché – ha concluso – “la vita va vissuta gioiosamente e non noiosamente”.