Riepilogo

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Alitalia, futuro incerto. Usa, torna il boia in Arkansas

Alitalia: compagnia verso il commissariamento. Esclusi, al momento, disagi per i viaggiatori

La bocciatura, da parte dei lavoratori, del piano di salvataggio per Alitalia, apre un futuro incerto per l’azienda. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha commentato: “La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione”. Al momento non si intravvedono cordate finanziarie interessate a rilevare la compagnia. Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha peraltro escluso la nazionalizzazione – cui puntava una parte dei lavoratori – per evitare che i costi di un’azienda privata, già costata oltre 7 miliardi agli italiani, ricadano sulla collettività. Alitalia, ha detto Poletti, “è un’azienda privata. Ora aspettiamo le decisioni degli azionisti, poi siamo pronti ad applicare la legge” per tutelare i lavoratori con gli ammortizzatori sociali. A questo punto per Alitalia si apre la via del commissariamento. Un’assemblea dei soci è convocata per il 27 aprile. La compagnia nel frattempo esclude disagi per i viaggiatori e conferma rotte e voli. James Hogan, presidente e amministratore di Etihad, partner di Alitalia, ha affermato che l’esito del referendum tra i lavoratori (i due terzi dei quali ha votato contro il piano concordato) è “profondamente deludente”. “L’accordo preliminare con i sindacati era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal primo ministro italiano e da tre ministri del Governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro”.

Festa della Liberazione: a Roma cortei separati per il 25 aprile. Capo dello Stato a Roma e Carpi

Le celebrazioni della Liberazione si sono svolte ieri in quasi tutte le città italiane, anche se in diversi casi si sono tenuti cortei e manifestazioni distinte o segnate dalle polemiche. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alle commemorazioni a Roma e a Carpi. “Oggi, senza odio né rancore, ma con partecipazione viva e convinta, ricordiamo la Resistenza”, ha affermato il Capo dello Stato. “In tante famiglie italiane c’è una storia, grande o piccola, di eroismo. Perché lo facevano? Coraggio, ideologia, principi morali, senso del dovere, disillusione, pietas umana, senso comune. Tante e diverse furono le storie, tante e diverse le motivazioni. L’insieme di tutte queste fu la Resistenza”. Il premier Paolo Gentiloni ha deposto, assieme a Mattarella, una corona di fiori all’Altare della Patria a Roma, per poi recarsi alle Fosse Ardeatine. Nella capitale si sono svolti due distinti cortei: quello dell’Anpi (dove è stato ricordato anche il 70° della Costituzione) e quello promosso dalla Comunità ebraica. A Milano corteo unitario ma fischi alla Brigata Ebraica.

Venezuela: altri morti durante le proteste contro il governo Maduro. Possibile mediazione vaticana

È salito a 26 il numero delle vittime durante le proteste popolari in Venezuela contro il governo di Nicolas Maduro. Quattro giovani manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco, uno a Barquisimeto, capitale dello Stato Lara, due a Barinitas, nello stato di Barinas, uno a Merida, capoluogo dello stato omonimo. In azione, oltre all’esercito, le forze paramilitari (i colectivos dei tempi di Hugo Chavez) che affrontano con violenza le manifestazioni che chiedono il ripristino della legalità, il pieno ruolo del parlamento e invocano nuove elezioni. La crisi politica si sta sommando all’anarchia nei servizi pubblici, a un timore generalizzato diffuso tra la popolazione, all’inflazione a tre cifre. Prosegue nel frattempo l’azione diplomatica del Vaticano per tentare un accordo tra le parti, la restituzione delle prerogative al Parlamento e la definizione di un calendario elettorale.

Brasile: indigeni dell’Amazzonia protestano nella capitale. “Condizioni di vita degradate”

Grande manifestazione in Brasile, davanti alla sede del parlamento a Brasilia, da parte di migliaia di indigeni che denunciano il degradarsi delle condizioni di vita delle tribù originarie delle regioni amazzoniche. Le manifestazioni sono degenerate in scontri con le forze dell’ordine e si registrano alcuni arresti. Secondo i rappresentanti degli indigeni la realtà quotidiana è resa più pesante da quando il governo ha diminuito le restrizioni per agricoltori e gruppi industriali che espandono le proprie attività nelle aree della foresta amazonica, distruggendo l’ambiente di vita delle popolazioni originarie.

Stati Uniti: doppia esecuzione capitale in Arkansas. Il boia in azione più volte entro fine aprile

Doppia esecuzione in Arkansas dopo 17 anni. La pena capitale è toccata a due detenuti rei confessi: Marcel Williams era stato condannato per aver rapito, stuprato e ucciso nel 1997 una donna di 22 anni; Jack Jones aveva subito una condanna per aver stuprato e ucciso nel 1995 una donna di 34 anni, avendo poi tentato di uccidere la figlia di 11. Gli avvocati dei due carcerati avevano avanzato richiesta di fermare il boia invocando le cattive condizioni di salute: i problemi medici avrebbero potuto provocare dolori atroci durante l’esecuzione della sentenza. Il governatore dell’Arkansas, Asa Hutchinson, ha programmato quattro doppie esecuzioni entro aprile, prima che scadano le scorte del sedativo midazolam, uno dei veleni usati nell’iniezione letale.