San Liberale

Diocesi: mons. Magnani (emerito Treviso), “l’identità del cristiano non è sociale o culturale”

“Di questi miei quarant’anni di episcopato, ventotto li ho trascorsi nella diocesi di Treviso. A questa diocesi devo la mia maturazione e purificazione di un ministero che mi ha inserito totalmente nella diocesi di Treviso”. Con queste parole monsignor Paolo Magnani, vescovo emerito di Treviso, ha ringraziato il vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, per averlo invitato a presiedere la Messa in onore di San Liberale, patrono della città, che quest’anno coincide con il suo quarantesimo anniversario episcopale. “Attualmente io sono soprattutto quello che avete fatto voi di me, sacerdoti, religiosi e laici”, ha proseguito il presule: “Voi che mi avete accolto nelle vostre parrocchie, nelle case dei vostri ammalati, nelle vostre scuole materne, nei vostri oratori. Voi che, assidui alle celebrazioni episcopali in questa cattedrale, mi avete dato un consenso di apertura alla fede e alla Chiesa”. “L’identità del cristiano non è prevalentemente un’identità sociale, non è un’identità culturale, ma un’identità di relazione con Gesù Cristo Figlio di Dio”, ha detto Magnani sulla scorta della figura di San Liberale, soldato convertito al cristianesimo dal vescovo Eliodoro: “La qualità di questa relazione è la qualità della mia identità cristiana. Io sono cristiano quando Cristo conta nella mia vita, e più della mia vita”. “Catechista per testimonianza e non solo per le parole”, san Liberale era anche un laico collaboratore del vescovo nella pastorale di allora, attiva nella carità verso gli ammalati, le vedove, gli orfani, gli oppressi. “San Liberale non diceva: Gesù Cristo sì, Chiesa no; ma Gesù Cristo sì e Chiesa sì. Dove c’è Cristo c’è la Chiesa, e dove c’è la Chiesa c’è Gesù Cristo”, ha concluso il presule.