Unità e ritorno al Vangelo
Il rimedio più efficace per contrastare le divisioni settarie tra le Chiese cristiane è il ritorno al Vangelo e all’essenzialità delle radici comuni. Lo ha ricordato padre Ciro Biondi, segretario nazionale della Pontificia unione missionaria (Pum) nell’introdurre oggi a Monreale il tema del 61° convegno missionario nazionale dei seminaristi (“Evangelizzazione e unità dei cristiani). Padre Biondi ha sintetizzato il pensiero di Paolo Manna (1872-1952), il missionario che per primo sentì l’esigenza di abbattere i pregiudizi identitari. “L’unione – diceva padre Manna nel 1929 – è un problema che riguarda tutti i cristiani perché il frazionamento del cristianesimo in reciproco conflitto è il più grande tradimento a Cristo”. In apertura dei lavori Ciro Biondi ha evidenziato la portata “rivoluzionaria” di questo pensiero (“Manna è il più grande missionario che abbiamo avuto, nonostante si definisse un missionario fallito”) in grado di comprendere che l’unità tra le chiese precede l’evangelizzazione. “Una Chiesa divisa si nega il diritto all’evangelizzazione”, ha affermato padre Biondi. Per capire la portata rivoluzionaria del pensiero di quanti hanno per primi puntato all’unità, Biondi ha citato Che Guevara: “siamo un esercito di sognatori per questo siamo invincibili”. Il convegno di Monreale (27-30 aprile) al quale partecipano oltre 140 seminaristi provenienti da diverse diocesi d’Italia (da Milano a Molfetta, da Roma a Caltanissetta), ha l’obiettivo di individuare vie inedite per un dialogo proficuo. E a questo compito sono chiamati i seminaristi stessi che domani lavoreranno suddivisi in gruppi per contribuire alla costruzione di nuovi paradigmi.
Spesso è proprio la paura di perdere qualcosa di noi, come dice anche Andrea Leone, seminarista di Caltanissetta intervenuto all’evento, che “ci impedisce di dialogare con gli altri cristiani. Penso ad esempio agli ortodossi. È il timore che qualcosa di noi possa essere modificato o perso. Per esempio la figura del Papa oppure l’identità dei nostri sacramenti. Per noi il matrimonio è indissolubile, per gli ortodossi no”. Dobbiamo essere “consapevoli che dialogare non significa negoziare – dice padre Biondi – quanto piuttosto cercare il bene comune” puntando ad affrontare in modo pragmatico il dialogo. Domani il convegno proseguirà con l’intervento di padre Claudio Monge, teologo domenicano, da 14 anni a Istanbul, che parlerà di conversione all’unità. Sarà poi la volta del professor Fulvio Ferrario, decano della facoltà teologica valdese di Roma, che domani nel pomeriggio interverrà parlando dell’azione ecumenica del teologo Dietrich Bonhoeffer.